Elkann e il futuro di Stellantis in Italia: la Fiat 500 ibrida in arrivo a novembre

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ECONOMIA

John Elkann, presidente e amministratore delegato ad interim di Stellantis, ha affrontato le Commissioni Attività produttive di Camera e Senato in un’audizione che ha acceso il dibattito sul futuro dell’auto in Italia. Mentre il clima politico si è dimostrato meno ostile rispetto all’incontro con l’ex amministratore delegato Carlos Tavares dell’ottobre 2024, le parole di Elkann hanno suscitato reazioni contrastanti, in particolare da parte della Lega, che le ha definite “vergognose”.

Elkann ha ribadito l’impegno di Stellantis nel mantenere una presenza significativa in Italia, sottolineando come, senza il gruppo, l’industria automobilistica italiana sarebbe già scomparsa. «Negli ultimi 20 anni», ha ricordato, «il mercato domestico è calato del 30%, mentre l’occupazione si è ridotta di circa il 20%». Nonostante ciò, Stellantis si conferma come il quarto costruttore mondiale, un traguardo che Elkann attribuisce alla resilienza e alla capacità di innovazione del gruppo.

Tra le novità annunciate, spicca l’arrivo della Fiat 500 ibrida, previsto per novembre, un passo che segna un’evoluzione verso una mobilità più sostenibile. Tuttavia, i dati sulla produzione italiana del gruppo restano preoccupanti: a gennaio 2025 sono state prodotte solo 10.800 vetture, con un calo del 63,4% rispetto allo stesso mese del 2024. Un dato che riflette le difficoltà del settore, ma che Elkann ha cercato di contestualizzare, ricordando come nel 2003, alla morte di Gianni Agnelli, Fiat Auto fatturasse 20 miliardi di euro con perdite di 2 miliardi e fosse fuori dalla top ten dei costruttori mondiali.

Il presidente di Stellantis ha inoltre difeso l’operato del gruppo, affermando che «Stellantis sta portando avanti quanto si era impegnata a realizzare lo scorso dicembre». Ha poi aggiunto: «Ribadiamo il nostro impegno in Italia e per l’Italia con passione, responsabilità e professionalità, ma soprattutto perché ci crediamo». Una dichiarazione che, se da un lato ha rassicurato alcuni, come il ministro Urso, che ha parlato di “strada giusta”, dall’altro ha alimentato le critiche di chi chiede un maggiore sostegno al settore e un ritorno più tangibile degli investimenti.

La Lega, in particolare, ha accusato Elkann di non fare abbastanza per il Paese, chiedendo che «restituisca i miliardi agli italiani». Una posizione che riflette il malcontento di chi vede nella crisi del settore automobilistico un segnale di abbandono da parte delle istituzioni e delle grandi aziende.

Elkann, tuttavia, ha preferito concentrarsi sui risultati raggiunti, ricordando come Stellantis sia riuscita a risollevarsi da una situazione che, nel 2004, sembrava compromessa. «Ci davano per spacciati», ha detto, «ora siamo il quarto costruttore mondiale». Un orgoglio che, però, non cancella le sfide ancora aperte, tra cui quella di rilanciare la produzione italiana in un mercato sempre più competitivo e in trasformazione.