Armi, il piano di Parigi per escludere l'Italia

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il Giornale INTERNO

Quando nel 2012 l'Unione europea fu investita dalla crisi finanziaria, all'allora presidente della Bce, Mario Draghi, fu sufficiente pronunciare una semplice frase: «Nell'ambito del nostro mandato, siamo pronti a fare tutto il necessario per preservare l'euro. E credetemi, sarà abbastanza». Ciò convinse i fondi speculativi a desistere dall'azione di destabilizzazione. A distanza di quattordici anni, il Vecchio Continente si trova ad affrontare una nuova sfida esistenziale che richiederà ben di più di una frase, per quanto efficace: (ri)diventare rapidamente un attore geopolitico dotato anche di capacità di deterrenza militare. (il Giornale)

Su altre fonti

Non so quanti lettori conoscano Riccardo Ruggeri. Editore di sé stesso (oltre che collaboratore della Verità), Riccardo è uno splendido novantenne che non smetteresti mai di ascoltare quando ti racconta la sua vita. (Panorama)

Secondo le stime elaborate da Oliver Wyman, da qui a cinque anni il bilancio complessivo della difesa in Europa potrebbe arrivare fino a 750 miliardi di euro, con un aumento di circa il 70% sul 2024. Gli investimenti europei nella difesa sono destinati quasi a raddoppiare entro il 2030, anche senza considerare il programma Eu Readiness 2030, com’è stato ribattezzato il Rearm Eu. (Milano Finanza)

La vera forza della Russia è – in competizione con quello USA – l’arsenale atomico. A proposito della Russia è apparso chiaro anche nel conflitto con l’Ucraina che non dispone di un esercito particolarmente temibile, tant’è vero che ha dovuto chiedere assistenza ai mercenari ed ai soldati della Corea del nord per battersi al fronte. (Corriere del Ticino)

Rivista Italiana Difesa - shownews - Rearm Europe: quanto si spenderà in Italia e le priorità delle Forze Armate

Ursula von der Leyen, presidente Commissioe Ue, e Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza EPA/OLIVIER HOSLET / POOL Il piano di riarmo da 800 miliardi di euro, rinominato da ReArm Eu in Readiness 2030, non è stato ancora pubblicato dalla Commissione europea ma l’impianto anticipato dalla von der Leyen presenta numerose anomalie ed effetti collaterali pericolosi. (Città Nuova)

Allarmi. Oggi Bruxelles presenta il pacchetto per la “Vigilanza” con le raccomandazioni alla popolazione di munirsi di scorte d’emergenza (Il Fatto Quotidiano)

Quale sarà l’impatto del piano Rearm Europe dell’UE sulle spese per la Difesa in Italia? Non è semplice rispondere a questa domanda. Al di là dei 150 miliardi di prestiti del nuovo strumento SAFE (Security Action For Europe), che dovranno essere divisi tra tutti gli Stati membri, l’1,5% di PIL “liberato” grazie alla clausola di salvaguardia indica una soglia massima, un “fino a” insomma, e non è dunque scontato che i singoli Stati vogliano conseguire tale soglia, creando deficit e dovendolo magari finanziare con nuovo debito. (RID)