Valanga sugli sciatori: morti due fratelli italiani

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il Giornale INTERNO

Il loro elicottero era da poco atterrato sulla neve quando dal lato della montagna si è staccata una valanga che li ha travolti, uccidendoli. Sono morti così, mentre facevano eliski sui Monti Abisko, in Svezia, una delle loro tante passioni sportive, Mattia e Daniele Boër, 45 e 50 anni, due fratelli originari della Val Pellice. Un terzo fratello, Simone, 41 anni, ha assistito alla tragedia, ma è rimasto illeso, così come la moglie di Mattia. (il Giornale)

Ne parlano anche altri media

«Simone è riuscito ad aprire in tempo l’airbag e si è salvato, i suoi fratelli non ce l’hanno fatta». «Simone — continua la donna, che ha parlato al telefono con il nipote — ha trovato subito Mattia in mezzo alla neve e ha provato a rianimarlo per mezz’ora, ma è stato inutile. (Corriere della Sera)

Un'avventura che è costata loro la vita: subito dopo aver messo i piedi a terra, alle loro spalle si è staccata una enorme valanga. Erano appena scesi dall'elicottero che li aveva portati in vetta alla montagna da dove avrebbero affrontato una discesa, sci ai piedi, indimenticabile. (Torino Cronaca)

I due italiani sono rimasti sepolti sotto la neve, mentre la guida è rimasta in superficie», dichiara l'agenzia turistica Niehku Mountain Villas in un comunicato, riportato da media svedesi. Due di loro, di 45 e 50 anni, sono morti mentre gli altri sarebbero illesi. (Corriere della Sera)

È il messaggio disperato che Simone Boër questa mattina ha inviato a Roby Boulard, guida alpina e storico gestore del Rifugio Jervis, nella Conca del Prà, in alta Val Pellice. «È stato un attimo e ora non ho più due fratelli». (L'Eco del Chisone)

È successo ieri nel nord della Svezia al confine con la Norvegia. Le vittime, di 45 e 50 anni, sono rimasti sepolti sotto la neve. Travolta anche la guida alpina che accompagnava il gruppo che però è rimasta in superficie ed è stata soccorsa (Sky Tg24 )

E, insieme al fratello Simone, documentavano le loro “avventure” con foto e video sui social: «Erano i ragazzi più uniti che io abbia mai conosciuto - li ricorda fra la lacrime una zia, Manuela - Si adoravano e sognavano di fare questo viaggio in Svezia, anche per ritrovarsi e festeggiare i compleanni. (Torino Cronaca)