Chatgate, JD Vance critica Trump e obietta al bombardamento degli Houthi, considerati non nell'interesse degli USA

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Il Giornale d'Italia ESTERI

Nello scandalo della chat su Signal riguardante l'attacco allo Yemen, emerge un aspetto interessante: il vicepresidente JD Vance ha esordito dicendo che "stiamo facendo un errore" e ha poi criticato la posizione del presidente Donald Trump, definendola contraddittoria in merito alla difesa degli interessi europei. Questi interventi, resi pubblici a causa dell'errore di includere il giornalista Jeffrey Goldberg nella chat, offrono uno spaccato delle divergenze interne all'amministrazione statunitense e sollevano interrogativi su quanto il tycoon cambierà effettivamente la politica militare americana, al di là della sua retorica ostile nei confronti degli europei. (Il Giornale d'Italia)

Su altri media

Il caso della chat Signal sulla quale il vicepresidente JD Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno condiviso informazioni sull’attacco militare Usa agli Houthi del 15 marzo sta mettendo in imbarazzo l’amministrazione Trump. (Il Fatto Quotidiano)

L’uso di una piattaforma pubblica, hackerabile dai servizi segreti stranieri è, da vari punti di vista, una violazione delle leggi sulla sicurezza nazionale e sulle comunicazioni tra organi di governo: rischio di esporre informazioni segretissime al nemico mettendo in pericolo la missione e, forse, anche forze coinvolte sul campo per azioni di spionaggio o attacco. (Corriere della Sera)

La sostanza non cambia: era ed è la cosiddetta “linea calda” fra Casa Bianca e Cremlino, instaurata dopo la crisi dei missili sovietici a Cuba, che rischiò di scatenare fra Usa e Urss la terza g… LONDRA – C’era una volta il “telefono rosso”. (la Repubblica)

Quando Obama ci chiamava "scrocconi"

Anzi. Secondo quanto riferito da una fonte europea all’Ansa, gli Stati Uniti sul Mar Rosso “hanno ragione”, perché sono Washington e Londra “a sostenere il peso maggiore”, colpendo le infrastrutture degli Houthi a terra mentre l’Europa “si limita alla missione di protezione navale”, con regole d’ingaggio “molto più timide”. (Il Fatto Quotidiano)

Una decisione, spiega, presa dopo che il presidente, il segretario alla Difesa e i vertici dell'intelligence hanno sostenuto che nei messaggi sugli attacchi militari contro gli Houthi in Yemen non c'era materiale classificato. (il Giornale)

Sempre lo stesso giornalista, Jeffrey Goldberg, sempre la stessa rivista, The Atlantic, praticamente le stesse parole dette da due amministrazioni Usa - Obama e Trump -, ma reazioni totalmente opposte. (il Giornale)