BYD, inchiesta sulla fabbrica in Ungheria; la Ue indaga per gli aiuti dalla Cina

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Vuoi leggere questo articolo senza pubblicità? Vuoi leggere questo articolo senza pubblicità? Entra qui e abbonati a Vaielettrico Premium BYD, grosso guaio in Ungheria. La Commissione europea ha aperto una indagine per verificare possibili aiuti di stato da parte di Pechino allo stabilimento del colosso automobilistico nel paese dell’Europa orientale. Le irregolarità sotto inchiesta, come ha anticipato il Financial times, sarebbero legate proprio alla costruzione dell’impianto produttivo C’è una salto di qualità nella battaglia di Bruxelles contro l’invasione di auto cinesi in Europa. (Vaielettrico.it)

Ne parlano anche altri media

“Il terzo sito di BYD in Europa? Non è ancora stata presa una decisione ma il processo di selezione del terzo stabilimento è avviato. Alfredo Altavilla ha vivacizzato l’edizione del decennale di Forum Automotive a Milano, respingendo per ora la voce che il Costruttore cinese abbia già deciso di aprire in Germania la terza fabbrica europea dopo quella in Ungheria a ottobre 2025 e in Turchia a marzo 2026. (Auto.it)

Il Green Deal è sbagliato, possiamo ragionare per anni su modifiche insignificanti, ma non ci rendiamo conto che questi complicano ulteriormente il percorso di transizione". Quest'ultimo mi sembra invece l'atteggiamento di von der Leyen. (Il Messaggero - Motori)

L’Italia ancora in corsa per avere uno stabilimento BYD, "anche se l’atteggiamento poco amichevole verso le auto cinesi non aiuta". E i dazi di Trump "penalizzanti ma frutto di una politica più coerente di quella della Von der Leyen". (Avvenire)

Altavilla (Byd) «Green Deal sbagliato, tutto elettrico nel 2035 è impossibile. Il time to market gap con Cina è molto ampio»

“Non ci sorprende: è noto che ogni investimento che viene effettuato in Ungheria appare sul radar della Commissione molto rapidamente e che la Commissione segue con raddoppiata attenzione ogni decisione di aiuto di Stato che viene effettuata in Ungheria”. (Start Magazine)

BYD sta portando avanti un ambizioso piano di crescita in Europa. L'Unione Europea, infatti, avrebbe avviato un'indagine per verificare se la Cina abbia fornito sussidi non consentiti per agevolare la costruzione dell'impianto ungherese. (HDmotori)

L’Unione Europea ha varato l’anno scorso una serie di dazi mirati contro i costruttori cinesi che esportano veicoli elettrici nel Vecchio Continente, tra i quali Byd, con l’obiettivo di colpire chi beneficia di aiuti pubblici per mantenere i prezzi artificialmente bassi, danneggiando così la concorrenza locale. (l'Automobile - ACI)