Fine vita, il giudice: “Non si può non tenere conto della sentenza 135” che ha esteso la nozione di trattamenti di sostegno vitale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Nel corso dell'udienza pubblica è stato spiegato come l'ordinanza di Milano - sui casi di Elena e Romano - fosse precedente di un mese della decisione della Consulta sul caso di Firenze “Non si può non tenere conto della sentenza 135 della Corte costituzionale nell’ambito del caso, nato dall’autodenuncia di disobbedienza civile di Cappato, dibattuto oggi a Palazzo della Consulta, giudici relatori Viganò e Antonini”. (Il Fatto Quotidiano)
La notizia riportata su altri giornali
Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie Consulta ammette all’udienza i 4 malati che si oppongono al fine vita (TV2000)
Si concede a soggetti capaci di autodeterminarsi, affetti da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili, e dipendenti da trattamenti di sostegno vitale. (Corriere della Sera)
Davanti alla Consulta il confronto, per la quarta volta, sulla costituzionalità della legge che regola l'aiuto al suicidio, L'avvocata Gallo: "Il requisito del trattamento di sostegno vitale deve essere chiarito con una sentenza vincolante" (Il Fatto Quotidiano)

Maria Letizia Russo (a sinistra, in sedia a rotelle) con la sorella (Avvenire)
I casi oggetto della valutazione dei giudici questa volta sono quelli di Elena, paziente oncologica, e Romano, affetto da Parkinson, entrambi accompagnati in Svizzera nel 2022. (Il Fatto Quotidiano)
Per la quarta volta, ieri, la Corte costituzionale è tornata in udienza pubblica a discutere di suicidio medicalmente assistito. I due casi, sollevati dal tribunale di Milano, riguardano due malati terminali accompagnati a morire in Svizzera nel 2022 da Marco Cappato, il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni che si era autodenunciato subito dopo. (il manifesto)