BYD ascesa inarrestabile: accordi con top brand italiani, ma in Europa il primo ostacolo
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Napoletano di nascita, laureato in giurisprudenza, è giornalista pubblicista con la passione per il motorsport e l'automotive con un occhio alle innovazioni e alla storia della F1. Il suo motto: ''I believe that everyone has a calling, Motorsport is my true passion!''. Fonte: ANSA BYD, la Ue indaga: inchiesta per aiuti di Pechino La BYD, lo scorso anno, ha immesso sul mercato mondiale quasi 4,3 milioni di vetture. (Virgilio)
Se ne è parlato anche su altre testate
L’indiscrezione, contenuta in un rapporto Reuters, è piombata ieri nella discussione sul futuro dell’auto in Europa e in Italia. Potrebbe essere costruito in Germania il terzo stabilimento della cinese Byd per servire l’Europa, dopo quelli già previsti in Turchia e in Ungheria. (Corriere della Sera)
Si è svolta tra il pomeriggio di lunedì 17 e la mattina di martedì 18 marzo a Milano l’edizione speciale di #FORUMAutoMotive, l’evento dedicato al futuro della mobilità giunto al suo decimo anniversario. (l'Automobile - ACI)
La Commissione europea ha avviato un’indagine su presunti sussidi cinesi alla fabbrica ungherese di Byd. Se confermati aiuti di Stato sleali, Bruxelles potrebbe imporre misure correttive. Ecco perché (FIRSTonline)
Alfredo Altavilla, Special Advisor Europa di BYD è intervenuto ieri all’evento promosso da #FORUMAutoMotive, il movimento di opinione che si batte per una mobilità libera da pregiudizi e ideologie, in occasione del decennale delle sue attività Protagonista di un’intervista “one-to-one”, con il giornalista Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, ha affrontato i temi caldi del settore automotive, come l’avanzata dei brand cinesi; l’effetto delle politiche di Donald Trump sul mercato automotive mondiale; il “Piano d’azione” messo a punto dalla Commissione UE; le strategie di lancio dei nuovi modelli BYD, insieme all’arricchimento della gamma con il brand Denza, e la graduale “europeizzazione”, grazie alle prossime produzioni in Ungheria e Turchia, del gruppo di Shenzhen. (LA STAMPA Finanza)