Non c'è accordo, non c'è tregua. I vincoli di Mosca smontano il patto del Mar Nero (di G. Belardelli)

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L'HuffPost ESTERI

Per quanto a Washington provino a indorare la pillola, i risultati finora prodotti dai negoziatori americani sul fronte ucraino sono ancora pochi. Ciò non significa che l’obiettivo di Donald Trump di smettere di finanziare la difesa di Kiev non sarà – nel medio periodo – raggiunto: quell’obiettivo verrà realizzato, con la duplice conseguenza di un esito sfavorevole per l’Ucraina e una prova di maturità imposta per l’Europa. (L'HuffPost)

Su altre fonti

I negoziati, con gli Stati Uniti di Donald Trump nel ruolo di mediatore, devono soddisfare Mosca che, evidenzia Putin, nella guerra "ha l'iniziativa strategica lungo l'intera linea del fronte. (Adnkronos)

Donald Trump vuole davvero la pace. La Russia è pronta a collaborare con qualsiasi partner per arrivare a un accordo. L’Ucraina dovrebbe avere un governo sotto l’egida dell’Onu e di altri paesi”. Vladimir Putin, dal circolo polare artico, lancia un messaggio agli Stati Uniti, all’Ucraina e ai paesi che sostengono Kiev (OglioPoNews)

Cosa vuole veramente Putin per fermare la guerra in Ucraina? E' domanda che si pone, tutti i giorni, chi partecipa ai negoziati di Riad, a partire da chi fa parte delle delegazioni di Stati Uniti e Ucraina, e quindi dagli uomini che rispondono a Donald Trump e a Volodymyr Zelensky. (Adnkronos)

E ancora, l’UE dovrebbe assumersi le sue responsabilità, oppure «rassegnarsi a una sottomissione de facto all’alleanza tra Cina, Russia e i loro satelliti assortiti». (Corriere del Ticino)

Vladimir Putin torna a vestirsi da negoziatore, proponendo una tregua in Ucraina fondata su un’amministrazione provvisoria sotto la supervisione delle Nazioni Unite che convochi nuove elezioni per arrivare alla firma di un accordo di pace. (ilmessaggero.it)

Guerra in Ucraina, una parola due mondi: come Usa e Russia interpretano la "tregua" (La Stampa)