Nordio: “Sanzioni ai magistrati per le loro opinioni politiche? Non è una questione all’ordine del giorno. C’è una riflessione”

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Dire INTERNO

Nordio: “Sanzioni ai magistrati per le loro opinioni politiche? Non è una questione all’ordine del giorno. C’è una riflessione” Ill ministro della Giustizia è intervenuto a 'Cinque minuti' su Raiuno nella puntata in onda questa sera Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – Punire i magistrati che esprimono le loro opinioni politiche? “No, non è una questione all’ordine del giorno. E non è un disegno di legge che sia stato apprestato da noi. (Dire)

Su altri giornali

La nuova norma: puniti per opinioni che compromettono la terzietà. Parodi “È troppo vaga la formula che prevede lesioni dell’imparzialità pure solo in apparenza” (Il Fatto Quotidiano)

Ciò verrebbe a costituire un inquietante monito rispetto allo svolgimento delle attività quotidiane e della vita di relazione dei magistrati". (QUOTIDIANO NAZIONALE)

La questione ruota intorno all’illecito disciplinare e all’ipotesi, messa nero su bianco dal ministro della Giustizia in risposta a un’interrogazione, di una stretta sulle sanzioni nei confronti di quelle toghe con comportamenti che, seppure legittimi, possono «compromettere il decoro del magistrato» o della stessa … (La Stampa)

Indipendenza della magistratura e Stato costituzionale di diritto

Non è una questione già sul tavolo, non c’è alcun disegno di legge pronto a essere discusso. Ma il tema delle sanzioni ai magistrati che manifestano idee politiche, esprimendo il loro pensiero, è stato già questione di discussione all’interno del governo. (LA NOTIZIA)

Così, ospite di Bruno Vespa a Cinque minuti su Rai 1, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde alla domanda sul suo progetto – riportato dal Fatto – di introdurre un nuovo illecito disciplinare per i magistrati che compromettono con i loro comportamenti “il prestigio e il decoro” dell’ordine giudiziario. (Il Fatto Quotidiano)

Ma dall’atteggiamento dei mezzi di comunicazione di massa (il Corriere della Sera che dà per scontata una “guerra di trent’anni”, a partire cioè da Mani pulite, tra “politica e magistratura”) e da posizioni di non pochi giuristi (di recente un pezzo di Pier Luigi Portaluri sul Foglio del 2 febbraio, che sposa la tesi, già sostenuta da Sabino Cassese con “Il governo dei giudici”, della volontà dei magistrati di sostituirsi al potere politico). (Giustizia Insieme)