Manifesto di Ventotene, il libraio dell'isola: "Lo stanno acquistando in tanti, è un segnale importante"

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Fabio Masi, titolare della storica libreria Ultima Spiaggia di Ventotene, osserva con attenzione il crescente interesse verso il Manifesto di Ventotene, scritto nel 1941 da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. La sua libreria, da sempre punto di riferimento per chi cerca libri e cultura, è diventata negli anni un luogo di incontro per chi vuole approfondire la storia dell’isola e il suo legame con l’Europa. "Lo stanno acquistando in tanti", racconta Masi all’Adnkronos, sottolineando come questo testo, nato durante il confino degli autori sull’isola, continui a rappresentare un faro per chi crede in un’Europa unita e solidale. "È un segnale importante", aggiunge, "perché dimostra che c’è ancora chi vuole riflettere su quei valori".

Il Manifesto, che immaginava un’Europa federale e libera dai nazionalismi, è tornato al centro del dibattito politico italiano dopo le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Durante un intervento alla Camera, la leader di Fratelli d’Italia ha criticato il documento, definendolo lontano dalle sue visioni politiche. "Insulta e manipola il Manifesto di Ventotene", ha replicato la sinistra, schierando anche lo scrittore Roberto Saviano tra i suoi difensori. Antonio Scurati, durante un incontro letterario, si è chiesto se per Meloni l’Europa "non è mica quella degli antagonisti, quella che teneva imprigionati Spinelli, Rossi e Colorni?".

Le parole della premier hanno scatenato un acceso confronto, con alcuni commentatori che hanno interpretato la sua posizione come un tentativo di distogliere l’attenzione dalla sua incerta posizione sul piano di riarmo europeo. "Li ho fatti impazzire", avrebbe detto Meloni, secondo alcune fonti, riferendosi alle reazioni suscitate. Palazzo Chigi, tuttavia, ha smentito categoricamente questa versione, lasciando aperto il dibattito sulle reali intenzioni della premier.

Intanto, il Manifesto continua a essere letto e discusso, non solo a Ventotene. La sua attualità risuona in un momento in cui l’Unione europea affronta una delle sue fasi più delicate, divisa tra crisi economiche, tensioni geopolitiche e spinte nazionalistiche. Masi, dal canto suo, rimane un osservatore privilegiato di questo fenomeno. La sua libreria, che da decenni custodisce libri e storie, è diventata un simbolo di resistenza culturale, un luogo dove il passato e il presente si intrecciano, offrendo spunti di riflessione per il futuro.