Myanmar, già più di 1.600 morti. Tra scuole e monasteri si teme una strage di bambini
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BANGKOK – In Myanmar si continua a scavare tra i resti degli edifici crollati, dopo che il terremoto di magnitudo 7.7 ha messo in ginocchio venerdì il Paese del sud-est asiatico. Sono 1.644 i corpi estratti dalle macerie finora, secondo l’ultimo bilancio ufficiale diramato dalla giunta militare al potere. Ma l’intensità del terremoto e l’accesso limitato alle aree più colpite dal sisma fanno teme… (la Repubblica)
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Strade squarciate, edifici crollati, vite interrotte. Ma cosa ha reso questo evento così distruttivo? E perché proprio quella zona è così vulnerabile ai movimenti della Terra? Per comprenderlo, bisogna osservare il fenomeno da due punti di vista: quello dei numeri e quello della geologia. (Virgilio)
Le squadre di soccorso hanno lavorato quasi 24 ore per rimuovere i pesanti detriti di cemento che intrappolavano l'uomo ferito sotto a un palazzo di tre piani crollato nella capitale Naypyidaw. La vittima, in condizioni stabili, è stata prima visitata sul posto e poi trasportata in un ospedale locale (Sky Tg24 )
Così, il Myanmar si scopre ancora più solo, diviso al suo interno sotto molti punti di vista. Il regime militare, al potere dopo il colpo di Stato del 2021, ha isolato così tanto il suo Paese che, davanti a una disgrazia come il terremoto di magnitudo 7.7 che lo ha colpito due giorni fa, si è fatto trovare ampiamente impreparato a fronteggiare l’emergenza sotto più punti di vista. (QUOTIDIANO NAZIONALE)
Le immagini si riferiscono all'ospedale Jingcheng nello Yunnan, in Cina, che si trova al confine con il Myanmar. Si vedono i professionisti sanitari che si precipitano a tenere le culle per impedire che rotolino via durante le violente scosse del terremoto di magnitudo 7,7. (Corriere TV)
A Mandalay, seconda città più grande del Myanmar, si scava ancora a mani nude nel disperato tentativo di salvare coloro che sono ancora intrappolati sotto le macerie (la Repubblica)
È rimasto ferito uno degli operatori del Cesvi che si trovano nella zona più colpita dal sisma che ha scosso il Myanmar. La fondazione ha infatti da tempo progetti a Mandalay e nello Shan State a sostegno delle popolazioni sfollate dalla guerra civile. (L'Eco di Bergamo)