Guerra in Ucraina. A Riad iniziano i negoziati tra Russia e Stati Uniti, per un accordo per una tregua

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Radio Popolare ESTERI

L’uscita sull’Ucraina che Donald Trump fece in campagna elettorale lo scorso anno è un ottimo punto di partenza per descrivere lo stato dei colloqui per mettere fine alla guerra. Il presidente americano – ricorderete – disse che avrebbe fermato il conflitto in 24, al massimo 48 ore dal suo arrivo alla Casa Bianca. Ovviamente non è successo, ma è comunque evidente come Trump abbia ancora una certa fretta di arrivare a un qualche tipo di accordo. (Radio Popolare)

Su altri giornali

La delegazione degli Stati Uniti, che svolge il delicato ruolo di mediatore, ha incontrato separatamente gli inviati di Kiev e poi quelli di Mosca. Dodici ore di colloqui sono avvenuti lunedì a Riad (Arabia Saudita) nella difficile trattativa per giungere ad una tregua nella guerra in Ucraina (il Giornale)

Sui negoziati grava l’incertezza sulle intenzioni di Putin, impegnato in questa fase ad avvicinarsi il più possibile a Trump senza rinunciare ai propri disegni: fonti vicine al Cremlino lo descrivono determinato a proseguire la guerra a ogni costo, pur di strappare più territori e poi ottenere la capitolazione dell’Ucraina (Il Sole 24 Ore premium)

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha dichiarato che Mosca avrà bisogno di "garanzie chiare" per riprendere l'iniziativa per la sicurezza del Mar Nero, e ha dichiarato che "le garanzie possono essere solo il risultato di un ordine di Washington a Zelensky e al suo team": lo riporta la Tass citando un'intervista di Lavrov alla tv di Stato russa. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

Servizio di Marco Burini Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie (TV2000)

La preoccupante indagine dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo di Parigi (Ocse) sull’evoluzione delle capacità mentali degli adulti in 31 Paesi avanzati. Le tensioni che non si placano in Turchia dopo l’arresto di Ekrem Imamoglu, il principale oppositore del presidente Recep Tayyip Erdogan, che comunque ha confermato che si candiderà alle elezioni del 2028. (Corriere della Sera)

Putin ha obiettivi precisi riguardo all’Ucraina e sa fin dove arrivare nel negoziato a Riad, in Arabia Saudita. Mentre Trump ha fretta di concludere, in linea con il suo approccio mercantile, lo Zar confida nel respiro lungo delle trattative e prima ancora di sedersi al tavolo pretende concessioni dagli ucraini. (ilmessaggero.it)