Il giallo di Mara Favro: fratture post mortem nelle ossa trovate in Val di Susa

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QUOTIDIANO NAZIONALE INTERNO

– Sono di Mara Favro le ossa trovate in un dirupo nei boschi di Gravere? Per rispondere a questa domanda bisogna aspettare i risultati delle analisi genetiche. Le ultime novità emerse dalle indagini però sono compatibili con la pista che sta battendo la procura. Secondo quanto ha rivelato oggi l’edizione serale del Tgr Piemonte, le ossa repertate evidenzierebbero delle fratture multiple post mortem, ovvero procurate dopo il decesso, elemento che corrobora l’ipotesi secondo cui il corpo, privo di vita, sarebbe stato gettato nel burrone che costeggia il fiume Dora Riparia in alta Val di Susa, dietro al depuratore delle acque. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

Ne parlano anche altri giornali

GRAVERE – Ora è arrivata anche la conferma ufficiale. Le ossa ritrovate nelle scorse settimane nei boschi di Gravere appartengono a Mara Favro, la donna scomparsa l’8 marzo 2024, esattamente un anno fa. (Quotidiano Piemontese)

A confermare l’identità dei resti sono stati i legali della famiglia di Mara, che hanno parlato con Fanpage. (StatoQuotidiano.it)

Quello che per molti era quasi una certezza ha ora la sua conferma ufficiale: le ossa ritrovate in Valsusa, nei boschi di Gravere, sono di Mara Favro, la cameriera scomparsa un anno esatto fa (la notte tra il 7 e l'8 marzo) dopo aver lavorato alla pizzeria Don Ciccio di Chiomonte. (Torino Cronaca)

"L'esame del dna ha confermato che i resti sono sui. (Fanpage.it)

La procura «visti gli esiti degli accertamenti del Dna» ha informato la famiglia che il 12 marzo verrà conferito l'incarico al medico legale e all'antropologa per gli esami sul «cadavere di Mara Favro». (La Repubblica)

Per questo, «visti gli esiti degli accertamenti sul dna», il procuratore aggiunto Cesare Parodi, che coordina le indagini, ha notificato agli indagati e alle parti offese (tutelate dall’avvocato Roberto Saraniti) l’avviso degli accertamenti irripetibili da fare sul «cadavere di Mara Favro», in programma la prossima settimana. (Corriere della Sera)