Bialetti, il marchio storico diventa “cinese”: perché Exor ed Elkann non c’entrano nulla

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QuiFinanza ECONOMIA

Bialetti è pronta a cedere una partecipazione di maggioranza in mani cinesi e ad uscire dai listini della Borsa. Lo ha chiarito lo stesso storico gruppo italiano di produzione di moka e macchinette del caffè su richiesta di Consob, in seguito a delle indiscrezioni di stampa circolare sull'operazione. La società, quotata su Euronext Milan, ha rivelato le trattative in corso con la lussemburghese Nuo Capital, del miliardario di Hong Kong Stephen Cheng, e di essere destinata al delisting (QuiFinanza)

Su altri media

Da qualche tempo si è parlato di un possibile interessamento di John Elkann per Bialetti, l’azienda simbolo del Made in Italy che con la sua moka ha fatto storia. (MOW)

La notizia diffusa nella giornata di domenica 30 marzo da Il Messsggero, riguarda l'operazione di delisting di Bialetti Industrie (quotata all'indice Euronext) con l'ingresso di due nuovi soci. (Torino Cronaca)

Si tratta di Nuo Capital – non si tratta in realtà di Nuo, un fondo controllato al 50% da Exor (la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla anche la Juventus), ma del family office della famiglia Cheng – e Jakyval, società lussemburghese riconducibile alla famiglia Guerrand Hermes, infine l’1% sarà dei manager. (Calcio e Finanza)

No, alla fine John Elkann non si fa il caffè (comprandosi Bialetti via Exor). Anche la moka diventa cinese?

Bialetti ha comunicato che sono in corso trattative con Nuo Capital, fondo partecipato al 50% da Exor e al 50% da Stephen Cheng, per la cessione di una partecipazione di maggioranza e il conseguente delisting (Websim.it)

«Eh sì sì, sembra facile fare un buon caffè», fu il tormentone pubblicitario di Carosello degli anni ‘60 dell’omino coi baffi Bialetti, azienda bresciana fondata nel 1919, icona del caffè Moka. Grazie al sostegno delle banche, secondo quanto risulta al Messaggero è in dirittura d’arrivo il delisting mediante il co-investimento al 49,5% a testa, da parte di due investitori: Nuo Capital - un fondo al 50% Exor e 50% Stephen Cheng, il magnate di Hong Kong della famiglia Pao Cheng - e Jakyval, società lussemburghese riconducibile alla famiglia Guerrand Hermes, infine l’1% sarà dei manager. (ilmessaggero.it)

Un marchio storico del Made in Italy diventerà cinese (anche se con bandiera del Lussemburgo). L'Omino con i Baffi, protagonista di Carosello, della Bialetti (fondata a Omegna nel 1919) è infatti vicino alla vendita. (Torino Cronaca)