Lo strazio olimpico di Ingebrigtsen: “Così mio padre mi ha torturato”
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Le atmosfere sono quelle di Lillehammer che vale sia come sfondo olimpico sia come titolo da poliziesco nordico, anche se siamo a Sandnes: sempre in Norvegia, dove la famiglia Ingebrigtsen affronta un processo destinato ad andare molto oltre casa loro. Lì, si decide dove la disciplina diventa violenza, dove l’ambizione si fa malata, dove lo sport deborda nella follia ed è un confine ancora da tra… (La Stampa)
Ne parlano anche altre fonti
Whatsapp - Telegram - QAlympics NANCHINO – Jakob Ingebrigtsen ha scritto un altro capitolo iconico nella storia del mezzofondo ai Campionati Mondiali Indoor di Nanchino 2025, conquistando la medaglia d’oro nei 1500 metri dopo averla vinta qualche ora prima nei 3000 metri. (Queen Atletica)
Il giorno dopo aver completato la doppietta d'ori ai Mondiali indoor con i trionfi nei 1.500 e nei 3.000 metri, Jakob Ingebrigtsen si presenta in aula in Norvegia per l'inizio del processo nei confronti del papà ed ex-allenatore, Gjert, accusato di maltrattamenti e violenze psico-fisiche nei suoi confronti e della sorella Ingrid. (Eurosport IT)
Appena finito di vincere i Mondiali indoor, in due gare diverse (1.500 e 3.000 metri), Jakob Ingebrigtsen è corso in tribunale a Sandnes, nella Norvegia sud-occidentale, per ribadire davanti al giudice che il padre era un uomo violento e manipolatore. (IlNapolista)
Gjert Ingebrigtsen, che ha allenato tutti e tre i fratelli Jakob, Filip e Henrik, rischia fino a sei anni di carcere per una presunta campagna di 14 anni di abusi domestici, che ha coinvolto anche la sorella minore di Jakob. (Sport Mediaset)
Il campione norvegese ha appena vinto due ori a Nanchino, nel frattempo ha portato in tribunale il padre violento Ingebrigtsen, le due facce della medaglia d’oro: domina i Mondiali e accusa il padre di violenze (Dire)
Ieri infatti, al tribunale distrettuale di Soer Rogaland nella città di Sandnes sulla costa occidentale della Norvegia, ha preso il via il processo contro il padre del mezzofondista che grazie al doppio oro di Nanchino ha eguagliato l’etiope Haile Gebrselassie, considerato a ragione veduta uno dei migliori mezzi fondisti della storia. (La Stampa)