Ucraina, Zelensky sostituisce il capo di stato maggiore dell'esercito
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Ucraina, Zelensky sostituisce il capo di stato maggiore dell'esercito 17 marzo 2025 Kiev, 17 mar. - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annuncia la sostituzione del capo di stato maggiore delle forze armate mentre le truppe di prima linea di Kiev continuano a lottare. Anatoliy Bargylevych sostituirà Andriy Gnatov, "È un combattente e il suo compito è portare più esperienza di combattimento, l'esperienza delle nostre brigate nella pianificazione delle operazioni", sottolinea Zelensky nella sua serata. (Il Sole 24 ORE)
Ne parlano anche altri media
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sostituito il capo di stato maggiore delle forze armate, con un decreto emesso oggi, mentre le truppe in prima linea di Kiev continuano ad essere in difficoltà. (Civonline)
In questo contesto, sabato scorso, in un messaggio dal suo canale Telegram, Zelensky ha ribadito la determinazione dell'esercito ucraino a difendere il Paese, anche attraverso nuove e più potenti armi autoprodotte (qui c'eravamo occupati dei missili ATACMS e Storm Shadow, sempre utilizzati da Kiev contro Mosca). (Fanpage.it)
La nuova arma è l'evoluzione del missile R-360, chiamato "Neptune", responsabile dell'affondamento della nave da guerra russa Moskva nel 2022: il 14 aprile due Neptune avevano colpito l'ammiraglia delle forze navali russe nel Mar Nero. (Il Giornale d'Italia)
Uno che viene dalla fanteria di Marina e nel 2014, quando i russi occuparono la Crimea, non tradì, raggiunse la terraferma e affrontò anni di guerra sul fronte più caldo, scalando per meriti sul terreno tutti i gradi della carriera militare grazie a una visione moderna dell’organizzazione in corpi d’armata e al carisma dell’incursore. (ilmessaggero.it)
Dopo l’attacco alla raffineria di petrolio di Tuapse del 14 marzo, sui media ucraini è circolata, per vie non ufficiali, la versione secondo cui l’attacco era stato effettuato da un nuovo missile ucraino, il “Long Neptune”, con una gittata di oltre mille chilometri. (La Stampa)