Donzelli insulta un giornalista. E l’Ordine scopre il caso Prodi

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il Giornale INTERNO

Ieri, all'ingresso della Camera dei deputati, Giovanni Donzelli (nella foto), di Fratelli d'Italia, si è rifiutato di parlare con i giornalisti per via della presenza di Giacomo Salvini. «Finché c'è questo pezzo di merda non parlo», ha esclamato il parlamentare. Salvini, che è un cronista del Fatto Quotidiano, è l'autore di «Fratelli di chat», un testo per cui alcuni esponenti di Fdi hanno annunciato azioni legali. (il Giornale)

Su altri giornali

Il deputato di Fratelli d'Italia ieri si è scagliato contro il giornalista Giacomo Salvini davanti ad altri cronisti, definendolo un "pezzo di merda". Il CdR del Fatto quotidiano parla di "intimidazione" e "gesto intollerabile" Getting your Trinity Audio player ready... (Dire)

L’episodio dell’insulto al giornalista del Fatto Quotidiano è avvenuto nella giornata di oggi, martedì 25 marzo. Le reazioni (Virgilio Notizie)

“Non parlo se non esce dalla sala questo pezzo di m…” parole del deputato ‘fratellino’, Giovanni Donzelli. Già questa sarebbe una medaglia al valor civile per il giornalista del Fatto, Giacomo Salvini. (Il Fatto Quotidiano)

A scusarsi, invece, è stato Romano Prodi, reo di aver dato una "tirata" ai capelli dell'inviata del programma "Quarta Repubblica", Lavinia Orefice. "Ho commesso un errore e di questo mi dispiaccio. Ma è evidente dalle immagini e dall'audio che non ho mai inteso aggredire, né tanto meno intimidire la giornalista. (il Dolomiti)

Il mondo della politica è davvero stupendo. Stupendo. Fino a ieri tutti zitti, da Pd e M5S, sull’aggressione verbale di Romano Prodi ai danni di una giornalista di Quarta Repubblica e ora che Donzelli dà del pezzo di m a un giornalista che ha pubblicato le chat interne di Fdi, subito scatta la valanga di comunicati. (il Giornale)

“L’insulto di Donzelli a Giacomo Salvini? Io capisco che a Donzelli abbia dato fastidio ciò che Giacomo ha pubblicato (il libro Fratelli di chat, edito da Paper First), ma il dovere di noi giornalisti è raccontare il potere, raccontare quello che il potere non vuole che si sappia rispettando gli stretti canoni dell’interesse pubblico”. (Il Fatto Quotidiano)