Giovanni Busi: “Il vino italiano non può essere merce di scambio sul tavolo dei dazi”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
«L’intervista del ministro Lollobrigida su La Stampa del 26 marzo mette in luce con lucidità lo scenario drammatico che il vino italiano, e in particolare il Chianti, si trova ad affrontare in queste settimane. Le minacce di dazi americani fino al 200% sulle nostre esportazioni non sono un esercizio teorico, né un nodo da sciogliere con la diplomazia “soft”. Sono, per migliaia di aziende italiane… (La Stampa)
Se ne è parlato anche su altri giornali
A lanciare l’allarme è Andrea Pala, enologo sardo con esperienza in diverse regioni italiane e profondo conoscitore del mercato internazionale. (L'Unione Sarda.it)
Il vino italiano per gli Usa bloccato nei porti, dal Trentino Alto Adige al Veneto è crisi per il rischio dazi: "Rinunciare agli States è impossibile, momento critico" TRENTO. (il Dolomiti)
Sassari «L’eventuale introduzione o l’inasprimento dei dazi doganali da parte degli Stati Uniti sui vini italiani rischia di avere conseguenze molto pesanti per l’intero settore vitivinicolo nazionale. (La Nuova Sardegna)
«Siamo in una fase positiva per il vino e non siamo così terrorizzati dai dazi come oggi si tende a rappresentare». (Gambero Rosso)
Vediamo quali aree del nostro Paese hanno maggiormente da perdere dall'introduzione di nuove tariffe da parte degli Stati Uniti (Sky Tg24 )
Così il rischio, commenta il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, è di affossare una filiera come quella dell'auto che già soffre delle decisioni anti-industriali prese negli anni scorsi dall'Unione europea. (TGR Lombardia)