Riarmo, Lega: “Ora comprare italiano”. Scontro con Meloni

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Il Fatto Quotidiano INTERNO

Tutto sembrava relegato a Strasburgo. Ma a ventiquattr’ore di distanza dal voto europeo, la spaccatura nel governo sul riarmo si sposta a Roma. In una giornata complicatissima per la maggioranza di destra. Una tensione continua tra la Lega e Giorgia Meloni che passa per il ministero dei Trasporti, Palazzo Chigi e la Camera. E coinvolge … (Il Fatto Quotidiano)

Se ne è parlato anche su altri media

Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e segretario regionale del partito in Lombardia, a Strasburgo nel voto per la difesa europea, il piano ReArm Europe ha diviso la maggioranza: la Lega si è smarcata da FdI e FI e ha votato no… di Laura Tecce - 14 Marzo 2025 (L'Identità)

"La scelta della Lega è chiara: pace, pace e ancora pace. Lo ha detto Matteo Salvini ad Ancona intervenendo a 'Tutta un'altra economia, la sfida del valore', il primo dei tre eventi della Lega che porteranno al congresso federale. (Tiscali Notizie)

In maggioranza la tregua non è ancora arrivata. Decisivo sarà un vertice tra i leader lunedì… (L'HuffPost)

Difesa Ue, Romeo: qualcuno vuole risanare economia a spese nostre

Così il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ai microfoni di Rainews 24. La Lega ha votato e voterà sempre no a un solo euro di debito pubblico europeo a eserciti europei e a soldati italiani in Ucraina". (Civonline)

La premier è determinata a fare in modo che il centrodestra approvi compatto le comunicazi… Ovvero quietare distanze e dissapori sul piano ReArm Eu che, ora dopo ora, stanno travalicando i confini di Strasburgo, dove è stato approvato mercoledì con il favore di FdI e FI, e la contrarietà della Lega. (La Stampa)

"Sui grandi temi della politica internazionale ci possono essere anche delle visioni e delle sensibilità un po' differenti all'interno dei vari schieramenti, sono tematiche che attraversano anche un aspetto etico, non sono così sorpreso e in ogni caso la posizione della Lega è molto coerente: noi diciamo no a questo piano di riarmo così come è stato congegnato da Ursula von der Leyen, figlio dell'improvvisazione, sullo sfondo di minacce che sono del tutto irrealistiche, senza regole di ingaggio e - cosa fondamentale -senza capire bene chi paga il conto, con il rischio di pesanti ricadute sulla spesa sociale". (Tiscali Notizie)