Maltempo in Alto Mugello, Giani in visita a Marradi e Palazzuolo sul Senio

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Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, si recherà domani, come già annunciato nei giorni scorsi, nelle zone dell’Alto Mugello colpite dall’ultima ondata di maltempo. La visita, che toccherà Palazzuolo sul Senio e Marradi, rappresenta un momento cruciale per valutare i danni causati dalle recenti alluvioni e per avviare un confronto con i sindaci del territorio, chiamati a fare il punto su una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente. Giani, che ha ribadito l’attenzione speciale della Regione verso un’area particolarmente vulnerabile, ha annunciato anche una conferenza in programma mercoledì nella sala Pegaso di Firenze, dove saranno presenti i primi cittadini per discutere non solo delle emergenze immediate, ma anche di interventi strutturali necessari a evitare il ripetersi di criticità come quelle degli ultimi giorni.

Il Mugello, infatti, si trova da tempo in una condizione di fragilità che il maltempo ha ulteriormente esacerbato. Strade di impianto ottocentesco, frane ricorrenti e un servizio ferroviario sempre più inaffidabile hanno reso l’area particolarmente esposta agli eventi atmosferici estremi. A questo si aggiunge il crescente dissesto idrogeologico, che ha lasciato oltre cento persone ancora isolate, con intere frazioni tagliate fuori dai collegamenti principali. I sindaci, da parte loro, non hanno esitato a lanciare un appello chiaro: senza progetti concreti e risorse adeguate, il futuro del Mugello appare sempre più incerto. “Progetti veri o il Mugello muore”, hanno sottolineato, evidenziando come l’ultima calamità naturale abbia aperto una prospettiva che non ammette più rinvii.

Giani, nel corso della sua visita, si concentrerà proprio su questi aspetti, cercando di monitorare i danni attuali e di avviare un percorso che porti a interventi strutturali. L’obiettivo, come ha spiegato lo stesso presidente, è evitare che strade e ferrovie rimangano chiuse per giorni o addirittura settimane, come accaduto in passato. La situazione, del resto, non riguarda solo l’emergenza immediata, ma chiama in causa una visione più ampia, che tenga conto delle specificità di un territorio che rischia di essere sempre più marginalizzato.