Il debito e le illusioni
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La Germania potrebbe quest’anno ritrovare una moderata crescita, dopo aver però registrato due anni di recessione. Il Paese è stato colpito più di altri dal ridimensionamento dei rapporti con la Russia e dalle tensioni tra Occidente e Cina. È colpito più di altri anche dalla transizione del settore auto, dalla guerra dei dazi varata dal presidente USA Trump, dalla necessità di un riarmo. Degli investimenti per circa mille miliardi di euro del pluriennale piano tedesco per infrastrutture e Difesa, vedremo poi quanti realmente saranno fatti. (Corriere del Ticino)
La notizia riportata su altri giornali
Se l’Italia annunciasse qualcosa di simile, rischierebbe di finire come il Regno Unito durante il premierato di Liz Truss, il cui governo è durato meno di due mesi a causa della reazione negativa dei mercati all’annuncio di un sostanziale aumento del deficit. (FIRSTonline)
Poco importa se il piano ReArm Eu si chiamerà ora Readiness 2030. La mutata terminologia non cambia la sostanza: il riarmo europeo, alla fine, non sarà affatto comunitario ma soltanto di chi se lo può permettere. (Tempi.it)
Il buon umore del Partito della Sinistra dopo il successo alle elezioni del Bundestag di febbraio sta svanendo. Sullo sfondo c’è il comportamento di voto di due Länder con partecipazione di governo della sinistra (Brema e Meclemburgo-Pomerania anteriore) al Bundesrat. (Contropiano)
Ultim'ora news 21 marzo ore 12 Il pacchetto di riforme prevede che le spese per la difesa superiori all'1% del pil non siano più soggette al meccanismo del freno sul debito pubblico. (Milano Finanza)
A casa nostra c’è chi festeggia, illudendosi di non dover più sottostare a fastidiose limitazioni della spesa per evitare deficit eccessivi. (L'Eco di Bergamo)
La camera alta del Parlamento tedesco, il Bundesrat, ha approvato oggi una riforma costituzionale che permetterà alla Germania di fare debito, allentando la cosiddetta regola del “freno al debito”, che attualmente limita l’indebitamento pubblico allo 0,35% del prodotto interno lordo (Pil), con l’obiettivo di finanziare le spese militari e gli investimenti in infrastrutture, ma anche di rilanciare la più grande economia europea. (L'INDIPENDENTE)