Ucraina, la Cina ha smentito trattative per l’invio di suoi peacekeeper
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Roma, 24 mar. – La Cina ha smentito oggi l’esistenza di trattative con l’Europa per il possibile invio di peacekeeper in Ucraina nell’ambito dell’iniziativa di creare una “coalizione di volenterosi”.Sabato il giornale tedesco Welt am Sonntag, citando fonti nei circoli diplomatici dell’Ue, ha sostenuto che diplomatici cinesi avrebbero chiesto a Bruxelles se una simile iniziativa sarebbe possibile o addirittura auspicabile dal punto di vista dell’Unione europea. (Agenzia askanews)
Ne parlano anche altri media
La smentita è arrivata proprio mentre il presidente Ignazio La Russa, in visita nella capitale cinese , incontrava il presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, Zhao Leji e auspicava un ruolo attivo della Cina anche nella risoluzione della crisi ucraina (il manifesto)
Alla vigilia del summit dei "volenterosi" previsto a Parigi nella giornata di giovedì, Zelensky vola a Parigi per un incontro previo con il presidente francese Macron. L'obiettivo è "preparare la riunione sulla pace e la sicurezza per l'Ucraina", ha fatto sapere con una nota l'Eliseo. (Il Giornale d'Italia)
Sembra che la Cina possa prendere in considerazione l’idea di unirsi alla “coalizione dei volenterosi”, che sta discutendo l’invio di forze di peacekeeping in Ucraina per aiutare a mediare un possibile accordo di pace tra Kyiv e Mosca, garantendo, in qualche modo, la parte più fragile, da possibili colpi di mano russi. (Nicola Porro)
La Cina nega l'esistenza di possibili colloqui con l'Europa per l'eventuale invio di pecekeeper in Ucraina. (Adnkronos)
Nelle ultime ore si parla con insistenza di un eventuale coinvolgimento della Cina in una missione di mantenimento della pace in Ucraina, e dell’ingresso di Pechino nella cosiddetta coalizione dei volenterosi europei. (Inside Over)
Ieri Pechino ha smentito ufficialmente l'esistenza di trattative con l'Europa per il possibile invio di peacekeeper in Ucraina nell'ambito della cosiddetta «coalizione dei volenterosi». Non tanto per quanto possa essere vero o meno quello che viene detto dalle autorità cinesi ma, soprattutto, perché il detto (e il non detto) possono fare parte di una più ampia strategia in cui la comunicazione è in realtà solo un piccolo tassello. (il Giornale)