La bugia come cifra di governo: il caso dell’Asp di Trapani

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Ferdinando Croce, manager dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, ha preferito investire oltre centomila euro nella cura della propria immagine piuttosto che nell’assistenza ai malati di tumore. Mentre i pazienti attendevano mesi per ricevere i referti degli esami istologici, indispensabili per diagnosi tempestive e cure adeguate, Croce ha orchestrato una campagna di comunicazione mirata a nascondere le inefficienze che hanno trasformato l’Asp in un esempio emblematico di disservizio. La menzogna, in Sicilia, sembra essere diventata una pratica sistematica, un vero e proprio strumento di governo.

La situazione è emersa in tutta la sua gravità quando Domenico Messina, primario del reparto di anatomia patologica per 24 anni, ha parlato ai microfoni del Tg4. Messina, che oggi si trova al centro di inchieste e polemiche, ha espresso “amarezza e dolore” per quanto accaduto, sottolineando come la carenza di personale e le risorse insufficienti abbiano contribuito a creare una voragine di inefficienza. “Desidero solo esprimere, come già fatto telefonicamente al marito della signora Gallo, la mia amarezza per quanto accaduto”, ha dichiarato il medico, invitando a una riflessione serena su un sistema che, evidentemente, non funziona.

I numeri parlano chiaro: 1.405 campioni del 2024 e 1.908 del 2025 sono ancora in attesa di refertazione. Tra questi, c’è il caso dell’insegnante di Mazara del Vallo, malata di cancro, che ha dovuto attendere otto mesi per conoscere l’esito del suo esame istologico. Una vicenda che ha spinto la procura ad aprire un’inchiesta, mentre il presidente della Regione e il direttore generale dell’Asp si sono confrontati per trovare una soluzione.

Intanto, le testimonianze di medici e pazienti continuano a emergere, dipingendo un quadro desolante. “Pazienti operati al buio, senza l’esito degli esami istologici”, ha denunciato Faraone, raccogliendo storie che mettono in luce una realtà inaccettabile. L’ospedale di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, è diventato il simbolo di un sistema sanitario al collasso, dove i ritardi non sono più un’eccezione, ma la regola.