“Ventotene non è la mia Europa”, Meloni infiamma la Camera

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
la Repubblica INTERNO

«Non so se è questa la vostra Europa, ma di certo non è la mia». È un urlo che sfregia Ventotene, e quindi ottant’anni di antifascismo. Lo pronuncia Giorgia Meloni nel silenzio attonito di Montecitorio. Ieri, alle 12,15. Arriva dopo un’intemerata contro il manifesto di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, i padri dell’europeismo, che il fascismo aveva confinato sull’isola, con altri … (la Repubblica)

Se ne è parlato anche su altri media

Gioconda Spinelli, figlia di Veniero e nipote di Altiero, dice che Giorgia Meloni dovrebbe studiare meglio la storia. «Anche quella scritta da mio zio», aggiunge oggi in un’intervista a La Stampa. Secondo la nipote dell’autore del Manifesto di Ventotene quello che ha detto la premier alla Camera è una «bestemmia». (Open)

Mario Sechi 20 marzo 2025 Quando Giorgia Meloni in Parlamento ha citato alcuni passaggi di quel documento, l’opposizione ha svelato di essere vittima di una psicosi che le impedisce di guardare lucidamente alla realtà. (Liberoquotidiano.it)

Oggi, con una scia di roventi polemiche politiche, viene invocato il Manifesto di Ventotene, agitato il Manifesto di Ventotene, santificato il Manifesto di Ventotene. (L'HuffPost)

Così Gioconda Spinelli, nipote di Altiero, il padre politico del federalismo europeo e autore del Manifesto di Ventotene, ha risposto duramente, in un'intervista a La Stampa, alle parole della premier Giorgia Meloni (Sky Tg24 )

Oggi nuovo scontro nell'Aula di Palazzo Madama sulle parole di ieri di Giorgia Meloni sul Manifesto di Ventotene. "Quello che è accaduto ieri è grave per la democrazia e per l'Europa - ha detto tra le urla e le proteste dei parlamentari della destra - estrapolare frasi da un manifesto scritto da eroi al confino penso che sia vergognoso. (la Repubblica)

Dalle parti del Nazareno i piani alti sono evidentemente terrorizzati, e così riprende a serpeggiare l'incubo del fascismo. La reazione isterica dell'intero circuito rosso è sfociato nel solito teatrino, con il Partito democratico che torna a recitare il copione preferito. (il Giornale)