Scurati parla come magni, la patetica piazza Ue e i Fratoiannez: quindi, oggi...
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La Zakharova continua a sparlare dell’Italia. Ma credo che alla fine della fiera conti un po’ come il due di coppe quando briscola è bastoni. Fatela parlare e amen. Non merita tutti questi titoli. La guerra dei dazi è sempre un gran casino. Perché è una battaglia di ripicche e, come in ogni famiglia, se vai avanti a ripicche finisci per farti male. Allora. Che Trump metta dazi al nostro acciaio è folle, ma lo è ancor di più infilarsi in un botta e risposta. (il Giornale)
Ne parlano anche altri giornali
"Ripudiare la guerra non significa essere vigliacchi. Aver studiato il nazismo e il fascismo mi ha insegnato che la lotta è diversa dalla guerra. (la Repubblica)
Ringrazio Enrico Mentana per aver postato “L’Intervento perfetto di Antonio Scurati alla manifestazione di Roma”, quella con le bandiere dell’Ue che dice che non ci sono i soldi per pensioni, sanità o scuola ma li trova per “riarmare” gli eserciti dei singoli Paesi pure se non hanno mai smesso di armarsi. (Il Fatto Quotidiano)
Se vuoi la pace, prepara la pace. Parole sacrosante. Le condivido a pieno. E aggiungo: se vuoi preparare la pace, sforzarti di comprendere la guerra. (la Repubblica)
Alcuni degli interventi che si sono susseguiti dal palco della manifestazione per l’Europa promossa da Michele Serra e la Repubblica e trasmessi in diretta video da Gedi hanno sollevato non poche critiche in merito ai contenuti. (Radio Città Fujiko)
Lontani i tempi in cui Antonio Scurati sgomitava in qualunque modo per vincere qualunque premio letterario, con una determinazione cieca che lo rendeva, agli occhi degli addetti ai lavori, una sorta di serissimo pagliaccio, ambizioso come nessun altro. (MOW)