Pordenone sarà la Capitale della cultura 2027
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Di Paolo Conti Lo ha comunicato il ministro Giuli. La città si è candidata col progetto «Pordenone 2027. Città che sorprende»; riceverà un contributo finanziario di un milione di euro Pordenone sarà la Capitale della Cultura italiana 2027 con il progetto «Pordenone 2027. Città che sorprende». L’ha proclamata poco fa il ministro Alessandro Giuli nel Salone Spadolini del dicastero nella sede del Collegio Romano leggendo il responso della giuria di sette esperti presieduta dal giornalista e scrittore Davide Maria Desario, direttore dell’agenzia AdnKronos, nominato dal 2022 per la giuria per la Capitale 2025 e poi successivamente confermato per tre annualità. (Corriere della Sera)
Su altre fonti
Ruggeri è entrata nel Gruppo Nestlé nel 2002 e ha lavorato 15 anni in Nestlé Purina, ricoprendo posizioni di crescente responsabilità nell’area generating demand per poi passare nel 2016 in Sanpellegrino con il ruolo di international marketing director. (Il Giornale dell'Umbria – il giornale on line dell'Umbria)
Del resto lo stesso sindaco di Benevento proprio ieri, il giorno della grande festa in cui Pordenone è salito sul tetto d’Italia con la consacrazione a diventare capitale della Cultura nel 2027, era entrato a gamba tesa. (ilgazzettino.it)
«Non metto in discussione la decisione della commissione perché è un organo titolato e di grande esperienza - afferma Carmelo Grassi, direttore artistico della Fondazione Nuovo Teatro Verdi -, tuttavia ritengo che non ci sia stata una superiorità progettuale di Pordenone dal punto di vista progettuale. (La Gazzetta del Mezzogiorno)
"Capisco che presentare un dossier e fare molta fatica è pesante per chi non viene nominato però - sostiene Parigi - e lo dico senza polemica, la giuria giudica i progetti presentati e non il patrimonio artistico di una città". (PordenoneToday)
La nostra città perde un’occasione. Una grande opportunità che avrebbe permesso di rialzare la testa, di attrarre a sé centinaia di migliaia di turisti, di intraprendere un percorso virtuoso, mirato alla rinascita, dopo anni di alti e bassi, di luci e ombre. (CityNow)
Discorso chiuso. Che poi, come affermano i detrattori, il buon Falcomatà sia stato un apprendista stregone, che il dossier presentato a sostegno della candidatura reggina fosse deficitario in più parti, soprattutto in quelle riguardanti le coperture finanziarie, che lo staff burocratico di Palazzo San Giorgio abbia rispettato la sua tradizione non esaltante, sarà pur tutto vero: ma c’è da ritenere che anche altre candidature non fossero prive di ingenuità e pressappochismi”. (StrettoWeb)