L’appello degli “Scienziati contro il riarmo”
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Gentile Severgnini, leggo con grande perplessità l’appello degli “Scienziati contro il riarmo”, pubblicato sul “Corriere” il 19 marzo, e come i firmatari dell’appello, anch’io sento il dovere di esprimermi in quanto cittadino. Da vostro lettore abituale, so che in questi anni il Corriere della Sera ha profuso sforzi notevoli nel tentativo di risvegliare l’opinione pubblica italiana, che sembra davvero non volere prendere atto della nuova realtà in cui ci ha scaraventati Putin (Corriere della Sera)
La notizia riportata su altri media
Per sconfiggere l’esercito russo non sono necessari 800 miliardi di euro, sono per contro necessari soldati da mandare al fronte e qui iniziano le perplessità. La vera forza della Russia è – in competizione con quello USA – l’arsenale atomico. (Corriere del Ticino)
Si è chiusa una settimana di passione, trascorsa a bordeggiare tra le giovanili utopie spinelliane dello Stato dittatoriale europeo – utopia novecentesca rinnegata dallo stesso Altiero Spinelli nella fase della maturità – evocate da una sinistra in evidente stato confusionale e lo psicodramma inscenato a Bruxelles dalla presidente Ursula von der Leyen, e dalla signora Kaja Kallas, Alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, sulla minaccia rappresentata dall’armata russa alle porte dell’Ue e sull’obbligo, impegnativo per tutti gli Stati membri, di preparare la difesa contro l’invasore. (L'Opinione)
I Paesi del Sud Europa, guidati da Francia, Italia e Spagna, si oppongono all'idea di potenziare la spesa per la difesa attraverso prestiti a basso costo. Secondo quanto riportato da Politico, questi Stati, tra i (Inside Over)

Liberarsi dalla tutela americana pare una necessità per l’Europa, vista la crescente inaffidabilità dell’alleato. Il Piano proposto dalla Commissione è forse un primo passo, ma appare inadeguato. Più promettente l’ipotesi di un gruppo di volenterosi. (Lavoce.info)
Per approfondire però è utile fare un breve riassunto delle puntate precedenti. In linea con la politica comunitaria degli ultimi anni che scambia cause con effetti. (Agenda Digitale)
Secondo le stime elaborate da Oliver Wyman, da qui a cinque anni il bilancio complessivo della difesa in Europa potrebbe arrivare fino a 750 miliardi di euro, con un aumento di circa il 70% sul 2024. Per avere un termine di paragone, gli investimenti nel settore dell’aviazione commerciale sono visti ugualmente vicini al raddoppio, ma nell’arco di 10 anni. (Milano Finanza)