Usa-Russia, colloqui bis. Tensioni in Turchia. I social e i nostri cervelli | Podcast
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Il secondo round a Riad (Arabia Saudita) dei colloqui tra Stati Uniti e Russia sulla guerra in Ucraina. Le tensioni che non si placano in Turchia dopo l’arresto di Ekrem Imamoglu, il principale oppositore del presidente Recep Tayyip Erdogan, che comunque ha confermato che si candiderà alle elezioni del 2028. La preoccupante indagine dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo di Parigi (Ocse) sull’evoluzione delle capacità mentali degli adulti in 31 Paesi avanzati. (Corriere della Sera)
Se ne è parlato anche su altre testate
Traguardi che ha indicato in modo esplicito, dai quali non è mai arretrato, e lo strumento per conseguirli è essenzialmente uno: il tempo. Mentre Trump ha fretta di concludere, in linea con il suo approccio mercantile, lo Zar confida nel respiro lungo delle trattative e prima ancora di sedersi al tavolo pretende concessioni dagli ucraini. (ilmessaggero.it)
L’uscita sull’Ucraina che Donald Trump fece in campagna elettorale lo scorso anno è un ottimo punto di partenza per descrivere lo stato dei colloqui per mettere fine alla guerra. Ovviamente non è successo, ma è comunque evidente come Trump abbia ancora una certa fretta di arrivare a un qualche tipo di accordo. (Radio Popolare)
«Ha salvato i risparmiato... Fitte discussioni tra americani e russi su linee di demarcazione e Zaporizhzhia. (La Verità)
Il vertice tra Stati uniti e Russia a Riad. Per il portavoce del Cremlino non è previsto alcun documento condiviso, ma soprattutto viene escluso anche un possibile vertice a tre con l’Ucraina. Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie (TV2000)
Le delegazioni di Usa e Ucraina a Riad hanno concluso il summit, in preparazione di quello odierno tra Stati Uniti e Russia, con cauto ottimismo. L'impressione è che molti aspetti rimarranno sospesi in aria fino al faccia a faccia tra le delegazioni di Washington e Mosca. (il Giornale)
Milano, 25 mar. - La Russia esige da Washington un "ordine" affinché l'Ucraina raggiunga un accordo sulla navigazione commerciale nel Mar Nero e pretende che vengano revocate le restrizioni al commercio di cereali e fertilizzanti russi. (Il Sole 24 ORE)