Draghi, il ritorno in Parlamento «con un po' di emozione». Calenda: «Aridatecelo». Ecco chi c'era ad ascoltarlo

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Corriere della Sera INTERNO

«È la prima volta che torno in Parlamento dopo la fine del mio mandato da presidente del Consiglio, e devo dire che rientro qui con un po’ di emozione e con tanta gratitudine». È un Mario Draghi molto sorridente quello che entra nella grande Sala Koch al secondo piano di Palazzo Madama per l’audizione a commissioni riunite. Sorrisi e strette di mano per tutti fin dal suo arrivo in auto. E davvero non riesce a nascondere quel «po’ di emozione» confessata ad una platea che da tempo aveva richiesto il suo intervento. (Corriere della Sera)

Ne parlano anche altri giornali

L’Unione Europea si trova oggi davanti a una serie di sfide cruciali per il proprio futuro economico e strategico, questo lo sa anche l’ex premier Mario Draghi. La necessità di un rilancio competitivo è ormai evidente, ma per farlo servono misure concrete e una visione a lungo termine. (Avanti Online)

«La nostra sicurezza è oggi messa in dubbio dal cambiamento nella politica estera del nostro maggior alleato rispetto alla Russia che, con l'invasione dell'Ucraina, ha dimostrato di essere una minaccia concreta per l'Unione Europea». (Corriere della Sera)

E servirà creare sia un meccanismo di «debito europeo» che un «mercato unico dei capitali» per finanziare la «difesa comune» dei 27 Stati membri dell’Unione Europea. Una «difesa» che non è composta solo da fucili e missili, ma anche da «droni, digitale, spazio e cybersicurezza». (il manifesto)

Sono passati pochi minuti dalle 12,30: l'audizione di Mario Draghi al Senato, dinanzi alle Commissioni bilancio, attività produttive e politiche della Ue, di Montecitorio e Palazzo Madama sul tema della competività va avanti da due ore e mezza. (Secolo d'Italia)

Periodi di grandi crisi e trasformazioni si sono sempre susseguiti e la storia è maestra, in tal senso, ed offre moniti ed esempi meritevoli di essere considerati. Ma la congiuntura attuale, che peraltro si inserisce in uno scenario economico e sociale problematico, già da tempo caratterizzato da segnali di stagnazione e, in diversi settori, anche di recessione, lascia davvero pochi dubbi sull’urgenza di agire, presto ed insieme a livello europeo, tanto per limitare i danni già in atto da tempo, quanto per provare ad invertire i trend economici, sociali, regolatori, attualmente pericolosamente in viaggio verso il ribasso, toccando corde di rilevanza politica, affinché l’Unione inizi a pensare a sè stessa e ad agire, in determinati settori, come un unico Stato federale, alla stregua degli Stati Uniti di America. (Il Sole 24 ORE)

L'ex Presidente del Consiglio si trovava in Senato per parlare ai parlamentari delle Commissioni bilancio di Ue ed economia, e proprio durante il suo lungo discorso deve essersi reso conto di qualche segnale di insofferenza. (il Giornale)