IL GENERALE PORTOLANO CAPO DI SMD DAVANTI ALLA COMMISSIONE DIFESA : RIMODULARE L'IMPIEGO DI MILITARI IN STRADE SICURE

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Congedati Folgore INTERNO

IL GENERALE PORTOLANO CAPO DI SMD DAVANTI ALLA COMMISSIONE DIFESA : RIMODULARE L’IMPIEGO DI MILITARI IN STRADE SICURE Durante l’audizione del 25 marzo 2025 davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, il Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano ha affrontato il tema dell’operazione “Strade Sicure”. Ha sottolineato che l’operazione è nata in un momento di emergenza e ha sollevato la questione se tale emergenza persista ancora oggi. (Congedati Folgore)

Se ne è parlato anche su altre testate

E’ immediatamente concreta la relazione del Capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, audito oggi, 25 marzo, dalle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il generale, che è di fatto il capo “operativo” dell’insieme delle Forze armate italiane, dice subito che «il quadro securitario è segnato da una crescente competizione internazionale». (Open)

Per quest’anno, visto che c’è il Giubileo, va bene così. Ma dall’anno prossimo bisogna cambiare. (L'HuffPost)

Il problema è che Unifil ha un mandato adeguato, ma manca di strumenti, ovvero di regole di ingaggio, che consentano alle forze sul terreno di assolvere pienamente il loro compito. Queste regole devono essere cambiate». (Corriere Roma)

Le missione italiane all'estero ci costano quasi 1,5 miliardi di euro: il dato è stato messo nero su bianco dal capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano. Tra le aree coinvolte ci sono il Mediterraneo, i Balcani, il Fianco est della Nato, il Medio Oriente, il quadrante Sahel/Golfo di Guinea e il Corno d’Africa. (Today.it)

È il senatore M5S, Bruno Marton, a porla al generale Luciano Portolano, venuto in Parlamento per parlare di missioni internazionali. Il quesito è “politico”- ammette il pentastellato - ma il Capo di Stato maggiore della Difesa formula comunque la sua risposta: «Strade sicure nasce in un momento di crisi, d'emergenza. (ilmessaggero.it)

Aree di interesse che, per l’Italia, sono sei: il Mediterraneo, i Balcani, il Fianco Est della Nato, il Medio Oriente, il quadrante Sahel/Golfo di Guinea e il Corno d’Africa. (Milano Finanza)