Mattarella scuote l'Ue: «Dazi inaccettabili. L’Europa si aggiorni, servono risposte veloci»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
L'Unione Sarda.it INTERNO

L'esperienza dell'Unione è stata «straordinariamente di successo», ma non mancano lacune da colmare, come quella dei processi decisionali ancora troppo macchinosi. Dal palco di “Agricoltura è”, a Roma, Sergio Mattarella risponde ad alcuni studenti e lancia l'appello a Bruxelles: «Servono risposte veloci e tempestive. L’Europa ha bisogno di aggiornarsi». La preoccupazione del Capo dello Stato è soprattutto per i dazi, perché per un Paese come l'Italia la cooperazione di mercati aperti «corrisponde a due esigenze vitali»: pace e interessi concreti di un Paese esportatore. (L'Unione Sarda.it)

Se ne è parlato anche su altri media

Sergio Mattarella non ha dubbi sulla linea italiana rispetto al pericolo delle barriere commerciali preannunciate dall'amministrazione Trump e neanche sulla collocazione del nostro paese nell'Unione, "di cui facciamo saldamente parte". (Tiscali Notizie)

"Bisogna essere sereni, senza alimentare un eccesso di preoccupazione perché la Ue ha la forza per interloquire con calma e autorevolezza per contrastare una scelta così immotivata come i dazi. "La cooperazione di mercati aperti per noi corrisponde a due esigenze vitali: pace e concreti interessi di un Paese esportatore. (ilmessaggero.it)

Il presidente della Repubblica: «La nostra posizione è chiarissima: per la pace nel mondo e per il vantaggio delle popolazioni occorre avere mercati aperti, e questa è una regola di civiltà» (Open)

"La cooperazione di mercati aperti per noi corrisponde a due esigenze vitali: pace e concreti interessi di un Paese esportatore. I dazi creano ostacoli ai mercati, ostacoli alla libertà di commercio, alterano i mercati, penalizzano prodotti di qualità, questo per noi è una cosa inaccettabile ma dovrebbe esserlo per tutti i paesi del mondo". (Il Sole 24 ORE)

Mattarella: "Statisti coraggiosi idearono l'Europa. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

Bisogna "riflettere al contesto in cui si muoveva questo avvio dell'integrazione europea. Nel 1945 l'Europa usciva da una guerra devastante, che si inseriva nel solco di secoli di guerre sanguinose tra i paesi europei, vi erano state brutali dittature, si era vissuto l'abisso dell'olocausto. (La Nuova Sardegna)