Milano-Sanremo, la "classica" in bici fa il pieno su Rai 2: ecco le cifre

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Vi proponiamo Tele...Raccomando, la rubrica di Klaus Davi dedicata al piccolo schermo CHI SALE (Milano-Sanremo) Continua il momento d’oro del nostro sport. Gli investitori pubblicitari segnalano che, dopo tennis, sci, rugby, atletica, anche il ciclismo sta vivendo una fase di consenso popolare che non si vedeva da tempo. Vero è che sabato pomeriggio la classica Milano-Sanremo, che in passato vide affermarsi campioni azzurri come Bugno, Cipollini, Nibali, Moser, Coppie Bartali, è stata vinta dall’olandese Mathieu van der Poel, ma il piemontese Filippo Ganna ha dato battaglia fino all’ultimo metro conquistando un prestigioso secondo posto. (Liberoquotidiano.it)

Se ne è parlato anche su altri giornali

prestazione per Filippo Ganna, che ha chiuso al secondo posto con una prova di carattere. L’azzurro, staccato sul Poggio, è riuscito a rientrare negli ultimi chilometri, giocandosi la vittoria fino alla fine. (Federazione Ciclistica Italiana)

Lo sloveno ha provato ad attaccare già lungo la Cipressa e le ha tentate tutte, fra quella salita e il Poggio, per staccare il neerlandese, che ha saputo rispondere da par suo per poi conquistare la vittoria con una volata impeccabile. (SpazioCiclismo)

Guardare e riguardare il finale fantastico della Milano-Sanremo permette di cogliere particolari davvero sorprendenti. (TUTTOBICIWEB.it)

Non solo per le emozioni che van der Poel, Ganna e Pogacar hanno regalato con la volata finale vinta poi dal primo, ma anche per quanto visto sulla salita della Cipressa. Se l’azzurro ha ceduto qualcosa, l’olandese è riuscito sempre a restare a ruota, provando anzi un allungo a 500 metri dalla cima. (La Gazzetta dello Sport)

Finita la Sanremo ci siamo sentiti all’uscita dal cinema, reduci da un film così coinvolgente che ci metti un po’ a riallinearti con la realtà, capire se fuori è ancora giorno e intanto vuoi parlarne con tutti. (Cyclinside)

Questo evento ha cambiato radicalmente la percezione della penultima salita, che ha acquisito una nuova importanza nel determinare l’esito della corsa. La Cipressa, con i suoi 5.6 km di lunghezza e una pendenza media del 4.3%, è sempre stata vista come una sfida, ma quest’anno ha assunto un significato del tutto nuovo. (InBici)