Il report su Casarini & C. spiati? Un mezzo bluff
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Nessuna traccia di spionaggio sul telefonino di Francesco Cancellato, direttore di Fanpage. Su quello di Luca Casarini sarebbe stato attaccato non da Paragon, ma da un altro programma spia. Anche per don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea, nessuna chiara prova. Tracce sul cellulare di Beppe Caccia della Ong del mare, ma con distinguo e abbondanza di condizionali. Il rapporto «bomba» di Citizen Lab, sulla spionaggio ai danni di attivisti e giornalisti in Italia, è al massimo un petardo. (il Giornale)
Se ne è parlato anche su altri media
La notizia arriva dall’ultimo rapporto del Citizen Lab di Toronto, che collabora con Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg che possiede, tra l’altro, WhatsApp. “Nei casi già esaminati, c'è un modello preoccupante e familiare … (L'HuffPost)
L’ong Mediterranea è un problema di sicurezza nazionale. Solo così si spiega perché l’Aise (l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna) abbia tenuto sotto controllo i suoi attivisti attraverso l’uso dello spyware Graphite dell’azienda israeliana Paragon Solutions, come confermato dal sottosegretario Alfredo Mantovano martedì pomeriggio davanti al Copasir. (il manifesto)
C’è un dato che è emerso dopo una serie di audizioni al Copasir sul cosiddetto caso Paragon, dal nome della società israeliana produttrice del software al centro del presunto spionaggio contro giornalisti e attivisti: ossia che per gli attivisti esistono autorizzazioni alle intercettazioni preventive, quelle svolte dall’intelligence italiana. (Il Fatto Quotidiano)
John Scott Railton è ricercatore senior di Citizen Lab, il centro di ricerca dell’Università di Toronto che assieme a Meta ha scoperto che i telefoni di oltre novanta tra attivisti e giornalisti erano diventarti bersaglio dello spyware Graphite prodotto da Paragon Solutions. (Fanpage.it)
– "Li abbiamo beccati con le mani nel sacco. Questa 'legale' ma illegittima attività che colpisce attivisti e oppositori politici del governo nei loro piani non doveva venire alla luce. (QUOTIDIANO NAZIONALE)
"Li abbiamo beccati con le mani nel sacco", ha scritto l'organizzazione in una nota dopo le indiscrezioni sull'audizione del sottosegretario al Comitato parlamentare, che avrebbe ammesso l'utilizzo dello spyware per un'indagine preventiva dell'Aise sull'immigrazione. (Il Fatto Quotidiano)