Danneggiare una Tesla per protesta è un atto di terrorismo? Per il procuratore generale degli Stati Uniti (nominato da Trump), sì
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Auto Tesla date alle fiamme. Proiettili e bombe lanciate contro showroom e stazioni di ricarica. È terrorismo? La procuratrice generale Pam Bondi la pensa così, dichiarando che il Dipartimento di Giustizia adotterà misure repressive su quelli che considera attacchi motivati politicamente contro il leader di Tesla, Elon Musk, uno dei più potenti consiglieri del presidente Trump. Gli attacchi di «terrorismo interno» «La serie di attacchi violenti alla proprietà con logo Tesla è niente meno che terrorismo interno», ha dichiarato Bondi questa settimana, aggiungendo che i pubblici ministeri perseguiranno accuse federali che potrebbero portare a lunghe pene detentive. (Milano Finanza)
La notizia riportata su altri giornali
La Tesla come le statue di Cristoforo Colombo. Era accaduto due anni fa con la rivolta contro i conquistadores spagnoli in tutto il Centro e Sud America: le riproduzioni dei grandi scopritori del Continente prese a martellate, divelte, legate dietro ai paraurti delle auto e trascinate per strada, a volte perfino decapitate. (L'Espresso)
C'è chi in Oregon ha lanciato molotov contro le vetrine di uno showroom e chi invece si è limitato a esporre cartelli e slogan: «Non comprate le nazi-car», recita uno di questi. C'è chi ha sparato con una pistola contro una concessionaria e chi, dando la caccia ai Cybertruck per strada, ha proiettato sulla carrozzeria immagini come Musk a braccio teso. (Corriere della Sera)
Donald Trump loda l’annuncio gli atti vandalici contro auto e rivendite Tesla saranno considerati atti di “terrorismo interno” con pene fino a 20 anni che, suggerisce, potrebbero essere “forse essere scontati nelle prigioni di El Salvador, che recentemente sono diventate famose per le loro amabili condizioni”. (Primaonline)

Tempi duri per i possessori di Tesla negli Stati Uniti (e non solo). Un nome che fa riferimento al dipartimento dell’Efficienza governativa (Doge) guidato dall'imprenditore sudafricano che, da braccio destro del presidente Trump, sta conducendo una campagna di impopolari tagli draconiani tra i dipendenti federali statunitensi. (il Giornale)
Gli attacchi alle auto Tesla vanno considerati come “terrorismo interno” perché sono “politicamente motivati”. La procuratrice generale Usa Pam Bondi ha appena annunciato l’incriminazione di tre persone che avevano incendiato con molotov macchine elettriche della casa automobilistica di proprietà del miliardario Elon Musk, stretto alleato di Donald Trump, e alcune stazioni di ricarica. (Il Fatto Quotidiano)
E poi, dopo molti distinguo, tutti si dissero d’accordo: «Non ce l’aspettavamo di finire in questo frullatore». Temete atti vandalici? «Non più di prima». (Corriere Milano)