Draghi: «Ue più insicura con Donald». La Lega: «No, colpa dei clandestini»
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ROMA Non una entrée royale, ma poco ci manca. Alla fine, ieri mattina, a Mario Draghi è toccato pure il red carpet del Senato. Nonostante l’ex banchiere della Bce sia entrato da San Luigi dei Francesi - l’ingresso secondario di Palazzo Madama - utilizzando il passaggio che costeggia l’Aula di Palazzo Madama - ad aspettarlo nell’anticamera della sala Koch - transennata per l’occasione - ha trovato comunque un gruppo nutrito di giornalisti e cameraman. (ilmessaggero.it)
La notizia riportata su altre testate
Da tempo, le istituzioni europee discutono delle aree su cui intervenire per garantire una crescita sostenibile e una maggiore indipendenza dagli altri attori globali. L’Unione Europea si trova oggi davanti a una serie di sfide cruciali per il proprio futuro economico e strategico, questo lo sa anche l’ex premier Mario Draghi (Avanti Online)
Per l'ex premier è il momento di ripensare del tutto il sistema di sicurezza europea, che adesso è minacciata e “messa in dubbio” da Donald Trump. Inevitabile, dice, dotarsi quindi di una difesa comune e pensare a un sistema di approvvigionamento che superi l’attuale frazionamento nazionale "deleterio", troppo dipendente da Washington. (Sky Tg24 )
Ma è come se le due dimensioni – quella dell’ex governatore centrale … Non c’è enfasi, non c’è emozione, non c’è empatia. (la Repubblica)
E davvero non riesce a nascondere quel «po’ di emozione» confessata ad una platea che da tempo aveva richiesto il suo intervento. È un Mario Draghi molto sorridente quello che entra nella grande Sala Koch al secondo piano di Palazzo Madama per l’audizione a commissioni riunite. (Corriere della Sera)
E servirà creare sia un meccanismo di «debito europeo» che un «mercato unico dei capitali» per finanziare la «difesa comune» dei 27 Stati membri dell’Unione Europea. Una «difesa» che non è composta solo da fucili e missili, ma anche da «droni, digitale, spazio e cybersicurezza». (il manifesto)
“Gli alleati di governo dovevano votare contro in Europa al piano di riarmo, secondo me, avrebbero fatto meglio a votare contro come abbiamo fatto noi, d’altra parte ognuno ha le sue idee”. “In passato Draghi diceva che non si poteva fare debito ma adesso per le armi si può? Scherzando ho detto che è un po’ come Fonzie, non ha il coraggio di dire che ha sbagliato, doveva dire scusa ma non gli usciva”, afferma quindi il senatore del Carroccio, condannando le scelte sull’austerità fatte dall’Europa in occasione della crisi greca dei primi anni ’10. (LAPRESSE)