Riarmo o equilibrio? L’incertezza davanti al bivio di questa Europa
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Il dilemma davanti alla guerra scatenata da Putin Europa: riarmo o equilibrio? La mia incertezza davanti a un bivio storico. Non so cosa pensare. Davvero. Leggo analisi, ascolto esperti, osservo il mondo muoversi su traiettorie sempre più instabili, eppure non riesco a capire cosa sia giusto per noi europei. Il riarmo è la soluzione? Oppure stiamo solo scivolando dentro un meccanismo che ci farà spendere miliardi senza garantirci sicurezza? Mi sento intrappolato tra due spinte contrapposte. (Livesicilia.it)
Ne parlano anche altri giornali
Il generale francese Charles de Gaulle riteneva che le alleanze internazionali fossero contingenti per definizione e che la garanzia della difesa di un alleato forte e potente non valesse per sempre. Per questo motivo egli non rinunciò mai a sviluppare una forza militare e in particolare, una deterrenza nucleare autonoma per il suo Paese. (Nicola Porro)
A questa dobbiamo aggiungere una autonoma difesa europea e in un futuro prossimo un esercito e infrastrutture integrate per ricostruire una deterrenza monca e continuare nel sostegno umanitario e militare all’Ucraina per dissuadere Putin da altri attacchi e aprire a una negoziazione credibile. (GLI STATI GENERALI)
Il piano dell'Unione Europea ReArm Europe, che si prefigge di rinforzare la difesa dei Paesi dell'Ue e non di stabilire un esercito europeo, rappresenta un primo passo verso la razionalizzazione dei programmi per gli armamenti del Vecchio Continente. (Inside Over)

Non sono un esperto di relazioni internazionali, né di questioni militari. Ora però, con i venti di guerra che spirano in Europa, è difficile fare gli spettatori. (ilmattino.it)
Il Pd, quasi da tradizione, si è spaccato. Avremmo evitato di trovarci in una posizione debole tra i socialisti europei, che ha votato in massa la risoluzione, che peraltro non ha come oggetto solo il piano von der Leyen. (QUOTIDIANO NAZIONALE)
Sì, perché davanti ad uno scenario geopolitico sempre più complesso, che rende l’Europa sempre più precaria, la vicenda di Davide e Golia potrebbe ricordare che non si affronta un gigante con le sue stesse armi. (LaC news24)