Pace o illusione? L’Europa spettatrice
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Gentile Direttore, “è scoppiata la pace” mi verrebbe voglia di dire, se non fosse che questa locuzione molto invocata, tanto abusata strumentalmente, poco attuata in pratica, oggi è tanto lontana, quanto illusoria. I cosiddetti “buoni propositi” di Trump per far cessare la guerra in Ucraina si scontrano con la reale volontà dello ”zar” Putin di volere una cosiddetta “pace giusta”, locuzione anche questa che fa a pugni con la logica, perché non riesco a concepire una “pace ingiusta”, vera contraddizione in termini. (ROMA on line)
La notizia riportata su altri media
Questa è una delle questioni fondamentali sulle quali dovrà essere costruita l’eventuale intesa, a sua volta base della nuova architettura di sicurezza europea e internazionale: non si tratta unicamente del fattore militare e dei rapporti bilaterali tra Ucraina e Russia, tra i nuovi confini e il loro monitoraggio da parte di forze di peacekeeping, come accaduto tra il 2014 e il 2022 durante la prima guerra nel Donbass, ma della costruzione di un sistema politico di accordi e garanzie che possa resistere a nuove scosse che potrebbero essere peggiori di quelle già arrivate. (RSI Radiotelevisione svizzera)
TREGUA PARZIALE IN UCRAINA di Orietta Moscatelli (Limes)
La pace tarda, le bombe no. Lo sanno gli ucraini, entrati nel quarto anno di guerra con un bilancio alquanto tragico: circa un terzo della popolazione, 12 milioni di persone, richiede assistenza umanitaria, secondo le Nazioni Unite. (Il Fatto Quotidiano)
abr/mrv ROMA (ITALPRESS) – Cosa sta succedendo tra Russia e Ucraina? A che punto sono le trattative? Quanto siamo ancora lontani dalla pace? L’ambasciatore Giampiero Massolo nella rubrica dell’Italpress “Realpolitik” ci aiuta a orientarci in un contesto geopolitico complesso come in pochi altri momenti storici. (CremonaOggi)
La testata giornalistica The Hill, praticamente l’ufficio stampa del Partito Democratico, ora ammette candidamente quello che finora era tabù. (Contropiano)
L’autore, Alan J. Kuperman, in un articolo apparso il 18 marzo su The Hill, cerca di fare un po’ di chiarezza sulla disinformazione che per dieci anni il grande pubblico ha subito riguardo all’Ucraina. (Farodiroma)