Il Parlamento Ue approva a larga maggioranza il piano di riarmo dell’Europa. Avanti anche col sostegno all’Ucraina
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Il Parlamento europeo ha detto sì, e a larga maggioranza, al piano di riarmo dell’Europa presentato da Ursula von der Leyen nel corso dell’ultimo vertice straordinario del 6 marzo. Pochi cambiamenti rispetto alla bozza elaborata dalla Commissione e pochi tentennamenti da parte delle principali famiglia europee che, con 669 votanti presenti in Aula, hanno dato il via libera con 419 pareri favorevoli, 204 contrari e 46 astenuti. (Il Fatto Quotidiano)
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Bruxelles, 12 mar. (Agenzia askanews)
Con 419 voti a favore, 204 contrari e 46 astenuti, l’Europa ha approvato il piano sulla difesa, che invita i Paesi dell’Unione l’Ue ad agire con urgenza per garantire la propria sicurezza e proseguire nel sostegno a Kiev nell’ottica della guerra mossa dalla Russia all’Ucraina, e del disimpegno americano. (Il Fatto Quotidiano)
Cerchiamo di fare chiarezza. Per chi ha ancora a cuore la ragione. L’analisi oggettiva delle dinamiche internazionali. (Il Giornale d'Italia)
Alla luce del summit svoltosi ai primi di marzo a Londra con il presidente ucraino Zelensky, appena giunto a mani vuote da Washington, e con i leaders europei tra cui il nostro Presidente del Consiglio che, al suo termine, ha dichiarato che l’incontro era volto ad arrivare ad una pace giusta in Ucraina, senza fornire però con quali mezzi e, soprattutto, con quale soluzione programmatica, mi sono chiesto a cosa servano i numerosi consiglieri specializzati che supportano il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica. (Il Giornale d'Italia)
È normale? Il Parlamento europeo vota anche una risoluzione su Kiev che non piace a Meloni. Con le coalizioni di maggioranza e opposizione italiane divise. (la Repubblica)
Anche grazie alla mia scelta nessuno può dire che il Pd sta dalla parte di chi vuole armare i singoli Stati». «Mi sono astenuto, dopo aver votato tutti gli emendamenti che puntavano a migliorare il testo di una risoluzione non vincolante sulla difesa comune europea, per sostenere Schlein. (Corriere della Sera)