Banche, il risiko coinvolge oltre 102mila lavoratori
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Lando Maria Sileoni, segretario generale FABI Si intensificano le operazioni di aggregazione nel settore bancario italiano, con cinque offerte pubbliche di scambio attualmente in corso che coinvolgono oltre 102mila lavoratori, più di un bancario su tre. Secondo i dati della Fabi, nel 2019 il settore contava 22 gruppi e 280mila dipendenti, mentre le fusioni tra il 2020 e il 2022 hanno portato a una riduzione del personale di 20mila unità, attestandosi oggi a 260mila lavoratori distribuiti in 18 gruppi bancari. (il Giornale)
Se ne è parlato anche su altri giornali
L’occasione è stata un convegno, «Milano capitale finanziaria», a cui hanno partecipato i dirigenti sindacali della Fabi, dell’Abi e i manager che guidano l’area delle risorse umane di 4 gruppi grandi e medi: Roberto Cascella di Intesa Sanpaolo, Ilaria Maria Dalla Riva di UniCredit (che è anche presidente del Casl di Abi), Roberto Speziotto di Banco Bpm e Andrea Merenda di Bper. (Il Sole 24 ORE)
Sul palco: Roberto Cascella, Ilaria Dalla Riva, Roberto Speziotto e Andrea Merenda, responsabili delle risorse umane di Intesa Sanpaolo, Unicredit, BancoBpm e Bper; Paolo Citterio, Stefano Cefaloni, Gianpaolo Fontana e Antonella Sboro, per la Fabi. (FABI)
"Ma non è solo risiko", avverte all'Adnkronos Gabriel Debach, market analyst di eToro: "È un mix potente di fattori che oggi sta spingendo in alto tutto il comparto bancario europeo, ben oltre i confini delle operazioni straordinarie che coinvolgono le italiane". (Adnkronos)
La trasformazione in corso, insieme con la crisi economica incombente, sarà un momento cruciale per l’intero Sistema Italia. Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, traccia lo scenario degli istituti di credito nei prossimi anni. (Panorama)
Tutte le staffilate a sorpresa di Sileoni (Fabi) ai grandi banchieri sotto Ops Ecco che cosa ha detto, in alcuni passaggi anche a sorpresa e con toni ruvidissimi, il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni (nella foto), durante il convegno “Milano capitale finanziaria italiana”. (Start Magazine)
«Ma che giustizia è quella che a 25 anni da un delitto non è in grado di stabilire se qualcuno è colpevole o innocente? Come si può parlare di giustizia se a dieci anni dalla condanna definitiva per omicidio di una giovane, e dunque dopo che un «colpevole» ha trascorso 3.368 giorni dietro le sbarre, i magistrati riaprono il caso e indagano per lo stesso assassinio un’altra persona? Credo che tutti, nei giorni scorsi, si siano posti queste domande…» Dopo anni di relativa calma, è ripartito il risiko del credito. (Panorama)