Ue, il successo del “metodo Costa” per aggirare il veto ungherese
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Roma, 22 mar. – E’ forse la notizia più importante del Consiglio europeo di Bruxelles del 20 marzo: per la seconda volta in sole due settimane, le posizioni dell’Ue sull’Ucraina sono state decise a Ventisei, con l’Ungheria di Viktor Orbán contraria, messa pateticamente in un angolo a riflettere sulla sua irrilevanza, e sull’inutilità, ormai (almeno in certi ambiti), del suo diritto di veto, che per anni aveva dato a Budapest un peso negoziale assolutamente sproporzionato rispetto all’importanza economica, politica e demografica del Paese. (Agenzia askanews)
Su altre testate
Il Consiglio europeo ha adottato all’unanimità' le conclusioni sulla difesa europea. (Liberoquotidiano.it)
Si terrà il consueto scambio con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola (che poi lascia la sala). Interverrà poi in videoconferenza il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. (Corriere della Sera)
Il presidente francese e il collega ucraino si sentono al telefono tutti i giorni e questa sera - ha fatto sapere l'Eliseo - "il capo dello stato ripeterà al presidente Zelensky che la Francia farà del proseguimento e del rafforzamento del sostegno militare e finanziario all'Ucraina la sua priorità assoluta". (Sky Tg24 )
L'ex premier estone rischia di non riuscire nemmeno a far passare la versione più modesta del suo progetto: la prima tranche da soli cinque miliardi per munizioni e artiglieria. Con il disimpegno degli Stati Uniti di Donald Trump, l'Unione europea aveva promesso di aumentare in maniera esponenziale gli aiuti militari all'Ucraina. (EuropaToday)
L’Italia aveva chiesto di modificarlo in Defend EU, per chiarire che «il dominio della difesa va molto oltre l'acquisto o la produzione di armi». Il particolare eloquente in questione è il nome del Piano di riarmo proposto dalla presidente von der Leyen. (Il Dubbio)
Resa dei conti sul riarmo al vertice Ue. I leader approvano il piano di Ursula von der Leyen sulla difesa ma sono divisi sul debito e sugli strumenti per finanziare l’aumento delle spese. Il dossier slitta al summit di giugno, dopo il vertice Nato. (FIRSTonline)