Ne consegue che la Corte di Cassazione fa un passo avanti rispetto a una posizione finora consolidata. E si rifà ad un modello di laicità che noi definiamo additiva, per addizione. E pertanto con tutti i principi di uguaglianza, laicità e libertà, anche religiosa, riconosciuti dalla Costituzione stessa. Cioè, la Cassazione a sezioni unite ribadisce un principio noto alle nostre Corti, non soltanto quella italiana, ma anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
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In questo caso è mancata la componente di dialogo tra le parti, motivo per cui la sospensione è stata annullata La sentenza stabilisce che l’aula possa accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata “valuti e decida in autonomia di esporlo”, eventualmente “accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe” e in ogni caso ricercando un “ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi”.
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L’affissione del crocifisso – al quale si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo – non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che la disposizione del regolamento degli anni venti del secolo scorso – che tuttora disciplina la materia, mancando una legge del Parlamento – è suscettibile di essere interpretata in senso conforme alla Costituzione.
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Crocifisso a scuola, no all'obbligo sì al dialogo. La sentenza depositata dalle sezioni unite civili della Cassazione ammette la possibilità di tenere il Crocifisso in classe. Dorothea Nardone | 10 settembre 2021. Esporre il crocifisso nelle scuole non è discriminatorio ma la comunità scolastica deve valutare e decidere “in autonomia di esporlo”. Già nel 2006, il Consiglio di Stato aveva visto nel crocifisso «un simbolo idoneo a esprimere l’elevato fondamento di valori civili (tolleranza, rispetto reciproco…
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Il fatto è accaduto 12 anni fa, da allora contro il provvedimento ingiusto, l’insegnante ha iniziato una battaglia giudiziaria. Esporre il crocifisso nelle aule della scuola non è una condotta discriminatoria. In classe si può esporre il crocifisso quando la comunità scolastica valuti e decida di esporlo. Per la Corte infatti al crocifisso «si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo».
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Per la Corte infatti al crocifisso «si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo». «Ogni istituto – si legge in quel testo – ha la bandiera nazionale; ogni aula, l’immagine del crocifisso e il ritratto del Re». Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano. Storie belle… per vivere meglio. Sì al crocifisso in aula. – Il Crocifisso in aula non è discriminatorio; ma sarà la comunità scolastica a valutare e decidere “in autonomia di esporlo”.
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I giudici della Suprema Corte: "Sì alla presenza del simbolo in aula quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo". L’affissione del crocifisso nelle aule scolastiche “al quale si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo – non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione”.
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Nessun docente può ritenere lesa la sua libertà di insegnamento se sopra la testa gli pende la vittima Gesù. le soluzioni più adatte, tenendo il crocifisso o no oppure affiancandolo con altri simboli. Ci aspettiamo che tale metodo ora sia adottato anche per altri simboli, che so la bandiera, il ritratto del Presidente di turno, o le effigi su monete, su cui in più d’uno avrebbe da ridire Davide.
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E’ il commento di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, alla sentenza della Cassazione, pur riservandosi di leggerla nella sua integralità. Cassazione, in caso di richiesta anche simboli di altre religioni. “È innegabile che quell’uomo sofferente sulla croce non possa che essere simbolo di dialogo”, aggiunge. “I giudici della Suprema Corte confermano che il crocifisso nelle aule scolastiche non crea divisioni o contrapposizioni, ma è espressione di un sentire comune radicato nel…
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Ciononostante, il professore aveva continuato a rimuovere il crocifisso durante le sue ore di lezioni e nei suoi confronti era scattata la sanzione disciplinare della sospensione dall'insegnamento. L'esposizione del crocifisso nelle scuole non può rappresentare un obbligo imposto da pubblici poteri, non essendo costituzionalmente consentito esigerne la presenza. Il dirigente scolastico non potrà, dunque, limitarsi a prendere atto della sola volontà degli alunni, invitando formalmente i docenti a non rimuovere il crocifisso dall'aula.
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Un “ragionevole accomodamento” non potendosi né togliere il crocifisso per venire incontro alle singole sensibilità, né imporlo a chi non lo gradisce”. La Cassazione con sentenza a sezioni unite si è infatti pronunciata sul caso di un preside che lo autorizzava e di un docente che lo contestava. O si affianca al Crocifisso ogni altro simbolo rispettoso del credo dei ragazzi presenti in classe? Dopo cento anni, possibile che debba essere la magistratura a decidere se il Crocifisso in classe ci può stare o no?…
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Intanto la decisione ha scatenato una bufera tra i laici e i cattolici lasciando in piedi ancora molti dubbi etici sulla decisione assunta Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Taranto Dario Iaia. Crocifisso in aula: aperto il dibattito. Iaia (FdI): “Non è discriminatorio”. Dopo il dibattito sulla legittimità o meno dell esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione hanno stabilito che “l’affissione del crocifisso, al…
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Crocefisso in classe, è lecito? La Cassazione fa tutti contenti: decida la comunità - Notizie Scuola
Il rammarico per il professor Metastasio è che “questa sentenza arrivi ben 13 anni dopo i fatti” Adesso il prof, a distanza di quasi tre lustri, si dice soddisfatto per l’evoluzione della vicenda giudiziaria. In ogni caso, ha aggiunto, “le mie ragioni vengono affermate, in quanto finalmente viene detto che imporre il crocefisso in un ufficio pubblico è in contrasto con la Costituzione. “Peccato che i giudici non abbiano ancora mostrato coraggio…
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Oggi non esiste più alcuna religione di Stato e la laicità dello Stato è un principio costituzionale fondamentale come ribadito dalla Cassazione con questa sentenza. In questa sentenza la Corte riconosce la rilevanza della libertà religiosa, il valore dell’appartenenza, l’importanza del rispetto reciproco”. “Il crocifisso – ribadisce l’ex preside – – non l’ho voluto io, ma l’intera classe all’ unanimità, in cui tra…
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“L’aula può accogliere la presenza del crocifisso – si legge nella sentenza 24414 – quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi”. (Fonte tgcom24.mediaset.it) La Cassazione ha detto “Sì al crocifisso in aula.
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In sostanza, ogni persona ha diritto alla libertà di religione e, al contempo, alla libertà dalla religione. 965/1924 prevedeva la presenza del crocifisso solo «per le scuole medie inferiori» Come ha scritto Natalia Ginzburg,[17] «il crocifisso non genera alcuna discriminazione. Diritto e prassi in materia di esposizione del crocifisso. L’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche non è stabilita dalla legge, ma solo, in modo indiretto, da norme regolamentari.
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Al contrario, le sezioni unite civili della Corte scrivono che “l’esposizione autoritativa del crocifisso nelle aule scolastiche non è compatibile con il principio supremo di laicità dello Stato. La conseguenza per i giudici è che il crocifisso può venire esposto in classe e che la sua affissione non costituisce un atto di discriminazione nei confronti del professore, motivo per cui non è stato disposto alcun risarcimento.
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Sentenza su crocifisso, il capo dei presidi: "Era meglio trovare una soluzione condivisa" di Ilaria Venturi. (ansa). Antonello Giannelli fa notare che la decisione "non riguarda l'affissione, ma il giudizio su un provvedimento disciplinare". E sulla ripresa della scuola aggiunge: "Bene il Gren Pass ma i controlli saranno difficili" e il tema trasporti resta un nodo ancora irrisolto
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Cassazione su crocifisso in aula, il prof sospeso per averlo tolto durante le sue lezioni: "Una vittoria: la scuola deve essere inclusiva" di Salvo Intravaia. (ansa). Parla Franco Coppoli, docente in un istituto superiore di Terni. Dopo una battaglia legale durata 13 anni, si è visto annullare la sanzione disciplinare impostagli nel 2008: un mese senza lavorare e senza stipendio
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Si avrà una società anonima, livellata verso il basso, senza conoscenza e senza storia. «Spiace che il crocifisso, nonostante il nobile significato cui rimanda, sia, di tanto in tanto, fatto oggetto di sterili polemiche e inutili contese - dichiara Suor Monia -. E’ come nelle relazioni umane: per intessere relazioni sane occorre prima conoscersi per poi conoscere gli altri». «Vogliamo mettere accanto al…
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Stato laico. “Oggi non esiste più alcuna religione di Stato e la laicità dello Stato è un principio costituzionale fondamentale come ribadito dalla Cassazione con questa sentenza La sentenza, sbagliano prof. e scuola. Secondo la sentenza della Cassazione hanno sbagliato sia la scuola che il professore; la scuola perché tramite il suo dirigente non ha seguito il principio del ‘ragionevole accomodamento; il professore perché non poteva considerare la sua…
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Il principio di laicità, precisa la Cassazione, "non nega né misconosce il contributo che i valori religiosi possono apportare alla crescita della società". La Cassazione ha riconosciuto che l'esposizione del crocifisso non comporta alcuna discriminazione nei confronti dei non credenti. La pronuncia della Cassazione riguardo alla possibilità di esporre altri simboli religiosi accanto al crocifisso, mi sembra un po' una contraddizione al…
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La libertà del no può annientare la libertà altrui del sì? Colpisce la frase «libertà negativa» usata dalla Corte. Il gesto di togliere a forza, da sé, il crocifisso voluto dagli alunni non pare esattamente un atto educativo. Una laicità castrante non è nella nostra civiltà, non è nella nostra legge, non è nella nostra libertà. È il Crocifisso, il Vivente, e nessuno può toglierlo dal mondo, e nessuno ce lo stacca dal cuore
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Il docente contrario non ha potere di veto sulla decisione, ma sta alla scuola trovare una soluzione che tenga conto anche del suo punto di vista. L’aula può accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi E’ quanto deciso dalle Sezioni Unite della…
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La sfida ora esce dalla Corte suprema e torna nella quotidianità delle aule scolastiche Al contrario, la dirigente scolastica, rifacendosi al regolamento del Ventennio fascista, non avendo mai il Parlamento messo ordine alla questione con una legge, ne aveva imposto l’affissione. La sentenza ha in sé una portata rivoluzionaria perché per la prima volta si dà una indicazione giurisprudenziale imprescindibile sulla convivenza tra simboli religiosi all’interno degli istituti scolastici.
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Soddisfazione dell’Uaar per l’accoglimento “del ricorso da lei patrocinato e che ha finalmente sancito la non compatibilità del crocifisso con lo stato laico”. L’obbligo di esporre il crocifisso è espressione di una scelta confessionale Le sezioni unite civili scrivono infatti che “l’esposizione autoritativa del crocifisso nelle aule scolastiche non è compatibile con il principio supremo di laicità dello Stato.
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Per un cristiano è rivelazione di Dio, ma quell'uomo appeso a una croce parla a tutti perché rappresenta il sacrificio di sé e il dono della vita per tutti: amore, responsabilità, solidarietà, accoglienza, bene comune. La loro presenza è giustificata se nella classe ci sono persone che se ne sentono rappresentate, che lo chiedono Non offende nessuno: ci dice che si esiste per gli altri e non solo per se stessi.
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Così si sono espresse le sezione unite della Corte di Cassazione in una sentenza depositata ieri, a suo modo rivoluzionaria. È molto vero, «non costituisce un atto di discriminazione»: simbolo di un dolore indicibile, racconto di un cammino unico al mondo, il crocifisso di per sé non è né una provocazione né un simbolo di belligeranza teologica. Perché se non discrimina né esclude, «questo segno primario della fede cristiana esprime di per sé e l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione…
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La Cassazione ha infatti stabilito che è possibile “Accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi”. Questa la decisione della corte di Cassazione che con la sentenza n.
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William e Harry, riunitisi la prima volta per il funerale del nonno, hanno acconsentito a rivedersi anche per le riprese del documentario, accorciando una distanza che – da indiscrezioni – rimarrebbe però incolmabile. Che, alla fine della propria vita, è riuscito nel miracolo: riportare insieme i nipoti più noti. A sopravvivere, però, è stata l’ossatura del progetto, riadattato così da poter suggellare il primo anniversario della morte di Filippo.
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Lo hanno sancito le sezioni unite civili della Cassazione con una sentenza depositata oggi, pronunciandosi sulla questione dell’affissione del crocifisso nelle aule scolastiche. In questa sentenza la Corte riconosce la rilevanza della libertà religiosa, il valore dell'appartenenza, l'importanza del rispetto reciproco" ’aula "può accogliere" la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata "valuti e decida in autonomia di esporlo", eventualmente "accompagnandolo…
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Crocifisso in aula, la Cassazione: «La scuola decide in autonomia, ma deve mediare con chi dissente»
Il segretario della Cei conclude: «È innegabile che quell’uomo sofferente sulla croce non possa che essere simbolo di dialogo». Alla fine la Cassazione ha deciso di fare decadere la sanzione disciplinare inflitta al docente Ma sulla presenza del crocifisso in aula la scuola deve trovare una soluzione condivisa che rispetti anche il suo punto di vista. La responsabile dell’Uaar sottolinea che la Cassazione ha stabilito:«L’esposizione autoritativa…
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"È innegabile - spiega - che quell'uomo sofferente sulla croce non possa che essere simbolo di dialogo". Hanno, inoltre, ricordato, come l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, non avendo il Parlamento approvato una legge, sia tuttora prevista da un regio decreto del 1924, ma non è più un atto dovuto, non essendo consentito dalla Costituzione imporne la presenza. In definitiva, la circolare del dirigente scolastico era illegittima perché ordinava l'esposizione del crocifisso…
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All’inizio, nel 2009, smontando il crocifisso dal muro durante le sue lezioni e rimettendolo al suo posto quando aveva finito. Franco Coppoli ha sorvolato sul fatto che la Cassazione ha stabilito che quel crocifisso in classe non era affatto discriminatorio nei suoi confronti, negandogli il risarcimento richiesto. di Alessandra Arachi. Era stato sospeso già due volte per aver nascosto il crocifisso in aula.
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Finalmente potrò chiedere, senza paura, che venga tolto o che, quantomeno, siano aggiunti altri simboli di altre religioni senza rischiare un provvedimento disciplinare dal capo d’istituto cattolico. Tra l’altro va detto, che prima della croce, il simbolo rappresentante Cristo nei primi secoli era un pesce. In questi anni la battaglia condotta sul crocifisso in classe ha perso di vista un punto fondamentale: che valore ha quella croce nelle nostre aule? Da oggi, ogni dirigente scolastico dovrebbe non…
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Non c'è l'obbligo di esporre il crocifisso nelle aule scolastiche, ma la sua presenza non lede la libertà di pensiero di chi lavora o vive in quell'aula, perchè rappresenta “l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo”. E' quanto ha stabilito la corte di Cassazione nella sentenza n. 24414, pubblicata oggi, che a Sezioni Unite, si è occupata di un caso risalente a oltre 10 anni fa, riguardante la questione dell'affissione del crocifisso nelle aule scolastiche.
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Il procedimento e la sanzione disciplinare. Un procedimento disciplinare, a carico del prof di lettere, veniva avviato dalla Direzione Scolastica Regionale dietro segnalazione del Dirigente Scolastico, conclusosi con l’irrogazione della sospensione dall’insegnamento per 30 giorni. Per l’effetto, ne è derivata l’illegittimità della sanzione disciplinare inflitta al docente Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione tornano sulla vexata quaestio dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche: mancando una…
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Per la Cassazione il crocifisso in classe non è simbolo discriminante. “L’aula può accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi”. Non è stata quindi accolta la richiesta di risarcimento danni formulata dal docente…
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Anche per questo è stata annullata la sospensione di trenta giorni, disposta anni prima al docente dell’istituto di Terni La vicenda era iniziata nel 2009, anno in cui l’ufficio scolastico provinciale aveva dunque comminato al professore una sospensione di trenta giorni. Annullata la sospensione all’insegnante ‘laico’. La sentenza odierna della Cassazione ha dato ragione al dirigente scolastico ma, al tempo stesso, ha ‘scagionato’ il professore.
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Tuttavia, mi sembra che il compito educativo possa e debba consistere nel mostrare la valenza non identitaria o, peggio, integralista e talebana del simbolo, ma la sua universalità In primo luogo, la laicità e l’ autonomia delle istituzioni scolastiche. Quindi, la consapevolezza che il crocifisso esprime e riassume l’ anima più autenticamente popolare della cultura del nostro Paese. La sentenza emessa oggi dalla Corte di Cassazione postula e abbraccia tre valori alla base del nostro vivere civile.
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La questione esaminata dalla Cassazione riguardava la compatibilità tra l'ordine di esposizione del crocifisso, impartito dal dirigente scolastico, e la libertà di coscienza in materia religiosa del docente che desiderava fare le sue lezioni senza il simbolo religioso. Si può esporre regolarmente il crocifisso a scuola: è simbolo della cristianità e, nel corso della storia, vittima di oppressioni e violenze.
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– Cassazione: la sentenza sul crocifisso in aula – L’ aula di una classe “può accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi”. In particolare, la questione esaminata dalla Cassazione riguardava la compatibilità tra l’ordine di esposizione del…
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APPROFONDIMENTI IL CASO Crocifisso in classe, controversia infinita: ecco cosa dice la. ITALIA Crocifisso in classe, no del ministro Fioramonti. «Nessuna esperienza è più universale della compassione verso il prossimo e della speranza di salvezza - conclude il segretario generale della Cei - È il commento di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, alla sentenza di oggi della Consulta, pur riservandosi di leggerla nella sua integralità.
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Il crocifisso a scuola non è discriminatorio. È la sentenza depositata oggi dalla Cassazione in merito all'affissione del crocifisso nelle aule scolastiche: è un simbolo «al quale si legano, in un Paese come l'Italia, l'esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo - non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione». APPROFONDIMENTI .
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L’affissione del crocifisso nelle aule scolastiche, «al quale si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione». Foto in copertina: ANSA. Leggi anche: La scelta di rimuovere il simbolo religioso, però, non era in linea con la posizione assunta dalla maggioranza dall’assemblea degli studenti della di classe.
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Spazio anche ad altri simboli fedi e cercando un'intesa tra tutti. Il crocifisso oltre che simbolo della Cristianità fa parte della cultura e della tradizione italiana e non discrimina nessuno. A fare ricorso era stato un docente, appunto, che desiderava fare le sue lezioni senza il simbolo religioso appeso alla parete. La sentenza delle sezioni unite civili della Suprema Corte, depositata oggi, riguardava un ricorso contro l’esposizione…
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La disposizione del regolamento degli anni Venti del secolo scorso, a detta della Cassazione, è suscettibile di essere interpretata in senso conforme alla Costituzione. Non è stata quindi accolta la richiesta di risarcimento danni formulata dal docente, in quanto non si è ritenuto che sia stata condizionata o compressa la sua libertà di espressione e di insegnamento”, ha concluso la nota della Cassazione La Cassazione ha deciso di occuparsi della questione a seguito di una richiesta di…
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