Dalle garanzie di sicurezza ai territori, i nodi. I punti e le linee rosse nella trattativa tra Mosca e Kiev
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La tregua di 30 giorni proposta dagli Usa, le concessioni territoriali, il Kursk, le garanzie di sicurezza per l'Ucraina. Sono questi i principali nodi da sciogliere nell'accidentato percorso verso la pace tra Mosca e Kiev. Tutti temi che, anche solo per rapido giro d'orizzonte, potrebbero essere toccati nel prossimo colloquio tra Donald Trump e Vladimir Putin. La tregua di 30 giorni Un cessate il fuoco completo di un mese è il primo obiettivo che la Casa Bianca vuole ottenere, per aprire la strada ad un negoziato complessivo tra Mosca e Kiev. (Tiscali Notizie)
La notizia riportata su altre testate
"Molti elementi di un accordo finale sono stati concordati, ma molto rimane da fare", ha scritto Trump sul suo social Truth. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlerà martedì con il suo omologo russo di una proposta di cessate il fuoco in Ucraina (Euronews Italiano)
Dunque, non un cessate-il-fuoco totale e con molte condizioni da parte di Mosca, che chiede il controllo della tregua lungo l'intera linea di contatto e la necessità di fermare il riarmo delle forze ucraine, nonchè la fornitura di intelligence straniera. (Vatican News - Italiano)
La tregua parziale sui bombardamenti alle infrastrutture è positiva per l’Ucraina e per la Russia?Entrambi i Paesi possono trarne beneficio. L’Ucraina è in difficoltà per i continui attacchi alla sua rete energetica. (Corriere della Sera)
Il tycoon: “Con il presidente russo parlerò di centrali elettriche e territori”. Ok alla terza tranche da 3,5 miliardi di aiuti Ue a Kiev (Il Fatto Quotidiano)
Non si fermano gli attacchi russi contro il territorio ucraino, nonostante la telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin e un primo accenno di un possibile accordo di tregua. Dall'Ue dure reazioni contro Mosca (il Giornale)
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nella notte che parlerà con il Presidente russo Vladimir Putin entro le prossime 24 ore. «Stiamo andando abbastanza bene, credo, con la Russia. (Avvenire)