In pochi giorni i rendimenti dei titoli di Stato europei sono saliti di 50 punti base e quelli Usa sono scesi di altrettanti, facendo cadere il dollaro. Borse in senso opposto: su le europee, giù Wall Street
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Dalla nostra corrispondenteBRUXELLES L’Unione europea è chiamata a una svolta se vuole ancora contare nel mondo di Donald Trump, ma bisogna tenere presente che «quello che è finito non è il multilateralismo in generale. È il multilateralismo naïf». Marco Buti è titolare della cattedra Tommaso Padoa-Schioppa all’Istituto Universitario Europeo ed è stato capo di gabinetto del Commissario all’Economia Paolo Gentiloni e ancora prima, dal 2008 al 2019, direttore generale per gli Affari Economici e…
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Questa è Occam, la newsletter di HuffPost su politica, disinformazione e complotti, che arriva ogni giovedì nella mail degli abbonati. Ci si iscrive L’epico e drammatico scontro andato in onda nello Studio ovale tra il presidente americano Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky è ormai entrato nella storia (per i due o …
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– Domenica scorsa a Testo, giovane fiera di libri che da qualche anno va in scena alla Leopolda di Firenze, ho presentato il mio ultimo libro, ’Come parla un populista’. A un certo punto, sul finire, Tommaso Ciuffoletti, carissimo amico, brillante oratore e intellettuale, mi ha chiesto che cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi così trumpianamente connotati. Ora, io non so che cosa potrebbe succedere.
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Sembra quasi che rendere l’America più debole e l’Europa più forte sarà uno dei risultati più importanti che la seconda presidenza di Donald Trump conseguirà. “Tariff Man”, l’uomo dei dazi, come si fa chiamare altezzosamente, pare determinato a provocare una recessione economica in America, grazie alle sue imprevedibili decisioni di aumentare le tasse sulle importazioni, mentre nel frattempo indu…
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FACCIAMO ANCORA IL PUNTO: COSA VUOLE TRUMP? di Orio Giorgio Stirpe Seguire l’informazione italiana è piuttosto deprimente: sembra intenzionalmente orientata a ingenerare ansia e depressione in chi la segue, e non per subdola volontà maligna, ma per convinta pianificazione editoriale. Ovviamente la guerra ibrida conto di noi se ne avvantaggia, ma non ha veramente bisogno di spingere perché le testate nazionali sono volontariamente impegnate a far leva sulle passioni romantiche e irrazionali tipiche dellanostra gente per fare…
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Chi desidera ancora più “globalizzazione”? Ormai, a crederci è rimasto un solo grande player mondiale: la Cina. Perché è la sola, in fondo, che continua a guadagnarci, dato che i suoi leader si vantano di garantire la pace mondiale grazie ai commerci (che per loro sono liberi, ma per noi no, visto i livelli cinesi di iper-protezionismo), nel rispetto dei confini internazionali. Che però sono loro stessi a violare, prima con la dichiarazione di “eterna amicizia” nei confronti di chi ha invaso un altro Paese, come la Russia, e poi con…
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Il filosofo francese Pascal Bruckner parla di «coerenza» quando descrive la politica di Donald Trump. «Vuole abbandonare la Nato, imporre dazi e riconciliare l’America con la Russia: tutte cose che aveva annunciato», ricorda l’intellettuale, secondo il quale in un simile contesto «l’Europa deve imparare a sostituirsi a poco a poco agli Stati Uniti» sullo scacchiere internazionale. Monsieur Bruck…
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Non lo capisco: da dove viene tutta questa agitazione? Non sapevamo chi fosse Trump? Non avevamo sentito i suoi discorsi? Non ci eravamo accorti che non è un politico, ma un bullo? Ignoravamo che, come Putin, capisce solo il linguaggio della forza? Avevamo dimenticato che, proprio come Putin, disprezza la democrazia e che aveva organizzato un colpo di Stato? Nessuno ci aveva detto che odia l’Ue …
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"L’ordine mondiale credo che sia già cambiato. Radicalmente". Nathalie Tocci, docente, politologa e direttrice dell’Istituto Affari internazionali con sede a Roma, non ha dubbi: la strada imboccata dagli Stati Uniti di Donald Trump è una strada di non ritorno. Ospite della rubrica “10 minuti con…” di Tiscali News l'analista sostiene che “sarebbe inverosimile pensare che tra quattro anni (allo scadere del mandato del…
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Donald Trump ha ribadito i suoi slogan elettorali davanti al Congresso, affermando che la sua Amministrazione ha già cambiato il Paese in 43 giorni. La sua retorica divisiva in politica interna rimane tale anche nelle questioni internazionali: Groenlandia, Panama, Ucraina. Lo stesso vale per quelle finanziario-commerciali, con dazi contro amici e concorrenti. Ma non è che l’«America first» di Trump rischi così di diventare l’«America alone», ossia sola o quasi? Ascoltando il discorso, è sorto un secondo dubbio: quale mondo vuole…
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Non ci fosse da piangere, farebbe sorridere la vecchia Europa che si sbatte, sia arrabbia, batte i pugni e rilancia di fronte ai dazi e alle minacce di Donald Trump per poi fare esattamente tutto quel che chiede. E non fare, specularmente, tutto ciò che a noi farebbe molto bene, e a Trump molto male. Lo diciamo soprattutto in relazione al programma Rearm Europe, ovviamente. Che è esattamente quel che Trump voleva ottenere attraverso con le sue mani tese a Vladimir Putin e col suo blocco degli…
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